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Tav Vicenza, Comitati critici sulla consultazione popolare

Come riportato ieri, a Vicenza, la fase partecipativa del progetto Alta velocità/Alta capacità ferroviaria è una realtà. In un’altra pagina del giornale, infatti, abbiamo dato la notizia dell’imminente avvio della consultazione popolare promossa dal Comune di Vicenza ed effettuata dalla società Ipsos, di Nando Pagnoncelli, che ha per oggetto le modalità per il passaggio della Tav dalla città. Come specificato, lo scopo di questa indagine è solo quello di sondare la posizione dei cittadini rispetto ai due scenari possibili. In pratica, si dovrà dare una preferenza su una delle due opzioni in campo. Non vi sarà la possibilità, dunque, di esprimersi sull’opportunità, o meno, del passaggio della Tav a Vicenza, o su altre soluzioni diverse dalle due che vengono proposte. Sulla vicenda sono intervenuti, con alcune considerazioni, il Comitato popolare dei Ferrovieri e il Comitato Vicenza est.

“Abbiamo finalmente scoperto – spiegano i due comitati – il nome della società che eseguirà la consultazione sulle analisi comparative del progetto Tav. E’ Ipsos, la società di Nando Pagnoncelli, noto per la sua presenza fissa al programma Ballarò e Di Martedì. Si tratta di un puro e semplice sondaggio, da realizzare in soli sette giorni. Non chiamiamola più consultazione, un termine che dovrebbe prevedere, prima di tutto, un percorso informativo e partecipativo più lungo e complesso. Qui non c’è nulla di tutto ciò ma solo un richiesta di opinione ad alcuni cittadini sui documenti esaminati in consiglio comunale il 3 aprile”.

“E’ sotto gli occhi di tutti – hanno continuato – che si tratta di una farsa, visto che durante una visita a Vicenza, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ha parlato di una decisione presa, vale a dire il mantenimento della stazione in viale Roma. Lo studio di fattibilità, quindi, è ormai sepolto. Abbiamo detto fin dall’inizio, e lo ribadiamo, che vogliamo una vera consultazione nella quale si parli anche di opzione zero, di analisi di costi e benefici e di tutti gli elementi di impatto del Tav a Vicenza. Per fare questo non basta una settimana giorni, ci vuole molto più tempo e molta più partecipazione.

“Ci viene in mente – concludono – l’imitazione di Pagnoncelli fatta da Crozza, con risposte fornite a caso. Potrebbe questo accadere anche qui, visto che ai cittadini non è stata data la possibilità di informarsi? E’ probabile che la risposta Non sa avrà la percentuale più alta. E poi, come verranno scelti gli intervistati? Quale sarà il criterio scientifico? Tante domande, poche risposte. Sta di fatto che un sondaggio di tale genere, per quale sia il risultato finale, non ha alcun valore. E soprattutto, è lontano dai metodi democratici. Per questo continuiamo con la nostra petizione online sul sito del Comune di Vicenza e con la raccolta firme cartacea”.

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