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Tav a Vicenza, cresce la preoccupazione dei comitati

Dai gruppi e associazioni Civiltà del Verde, Comitato Popolare dei Ferrovieri, Comitato Vicenza Est e Comitato Pomari, riceviamo e pubblichiamo.

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Ci avviciniamo ai prossimi incontri voluti dall’amministrazione comunale di Vicenza (audizione in commissione territorio dei prossimi 12 e 13 maggio e i successivi) sul tema Tav/Tac con l’animo più cupo e preoccupato del solito. Le ragioni sono particolarmente gravi. Innanzitutto constatiamo che vengono riproposte, con la stessa fuorviante intenzionalità, le procedure finto-partecipative adottate nel dicembre 2014, riprese anche nei mesi successivi, fingendo così di offrire a Vicenza vere occasioni per riflettere su una questione complessa e delicata com’è quella della realizzazione del nuovo tracciato ferroviario il quale, attraversando il nostro territorio, lo sconquasserà, distruggerà beni e cancellerà paesaggi, aggravando una situazione già di per sé critica e sempre più compromessa sul piano ambientale.

Ciò che ci turba maggiormente, però, è il totale disinteresse verso problemi di altra natura, per certi aspetti più gravi di quelli anticipati: il pericolo, fattosi sempre più concreto – date le notizie pubblicate in questi ultimi giorni dagli organi di stampa locale e nazionale – che la grande quantità di denaro messa a disposizione dei general contractor (gli appaltatori delle opere pubbliche), benché totalmente insufficiente per realizzare gli interventi infrastrutturali ipotizzati (per la linea Tav/Tac stiamo parlando di cifre folli: più di 90 milioni al chilometro) possa però bastare per attrarre sul nostro territorio aziende molto discusse, al punto da essere state interessate da indagini della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli e da conseguenti provvedimenti della magistratura partenopea.

Lo Studio di Impatto Ambientale (Sia) connesso alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) sulla tratta Verona-bivio Vicenza (suddivisa in due cosiddetti sub-lotti), rispetto alla quale anche noi tutti abbiamo fatto osservazioni, ora sottoposta al parere del Ministero dell’Ambiente, è stata redatta per conto dei general contractor “Iricav Due” e “Ati bonifica” dalla società “Lande Spa.”
Di questa azienda (al cui ex amministratore delegato proprio la settimana scorsa sono stati imposti gli arresti domiciliari per concorso in corruzione e turbativa d’asta), ne parla apertamente Il Mattino di Padova in articoli usciti il 3 e il 4 maggio 2016. In questi si dà conto dell’attività della medesima ditta in importanti opere pubbliche realizzate in Veneto, come il Passante di Mestre e le bonifiche dell’area industriale di Marghera, già poste sotto i riflettori.

Le nostre preoccupazioni nascono proprio da questi precedenti che vanno a sommarsi, come spiegano chiaramente i numerosi articoli usciti sull’argomento, a quelli già evidenziati in altre denunce pubbliche. Si pensi ad esempio alle azioni messe in campo dai parlamentari del M5S attraverso interrogazioni al Ministro dei beni culturali Franceschini, motivate dal fatto che, la medesima ditta, opera in ambiti di competenza del Mibact e da questo ha ottenuto, a più riprese, importanti incarichi.

Alla luce di quanto emerso da articoli di stampa riguardanti la possibile presenza di aziende interessate da procedimenti giudiziari molto gravi chiediamo che l’Amministrazione comunale, in via cautelativa, con estrema urgenza, prima di procedere rispetto a qualunque decisione riferita all’attraversamento della linea Av/Ac approfondisca la questione.

Chiediamo inoltre che il sindaco, già ampiamente investito del problema in quanto anche presidente della Provincia, scriva a nome di tutti i cittadini di Vicenza (e dei cittadini della Provincia) al ministro degli interni, Alfano, al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Delrio, e al presidente dell’Anac, Cantone affinché sia fatta chiarezza sulla posizione di questa società e sul lavoro da essa svolto in un contesto territoriale nel quale le condizioni di criticità ambientale sono altissime (si pensi solo all’impatto che può avere la propagazione dell’inquinamento delle falde acquifere) e i conseguenti rischi per la salute della popolazione assolutamente non commensurabili.

Solo attraverso tali azioni sarà effettivamente dimostrata la volontà di questa Amministrazione comunale di tutelare gli interessi del proprio territorio, e non invece con azioni di pura distrazione collettiva, prive di valore formale e sostanziale, come quelle promosse per discutere senza adeguati approfondimenti di pseudo comparazioni progettuali spingendosi sino ad un improbabile espressione di voto popolare. Nel caso in cui l’amministrazione comunale di Vicenza non provvedesse con la dovuta tempestività alla messa in campo degli interventi richiesti, ce ne faremo carico noi con l’apporto e l’appoggio di tutti coloro che hanno a cuore il bene della nostra città e del nostro territorio.

Civiltà del Verde
Comitato Popolare dei Ferrovieri
Comitato Vicenza Est
Comitato Pomari

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