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Svelati i finalisti del Festival Alto Vicentino

Ad un mese dall’inizio del Festival Alto vicentino, Fav, una rassegna internazionale di cortometraggi che si svolgerà nella seicentesca Villa Rossi di Santorso dal 14 al 19 giugno, sono stati svelati i titoli dei dieci filmati finalisti e delle altre quattro pellicole selezionate per concorrere separatamente per il premio Avis. La decima edizione di questo International short film festival, sarà arricchita dalle collaborazioni con associazioni locali e dal recente rinnovo di una parte della location che ospiterà la kermesse cinematografica.

Dopo un lungo lavoro e un’attenta visione delle quasi 1.800 produzioni iscritte a questo concorso per giovani registi emergenti, come detto, sono stati scelti i filmati che si contenderanno la statuetta del miglior corto e gli altri premi. Ecco i cortometraggi selezionati: “Non senza di me”, di Brando De Sica (Italia); “Rainbow party”, di Eva Sigurdardottir (Islanda); “Caleb”, di Susanne Aichele (Regno Unito); “Sul tram”, di Leone (Italia); “Classmate”, di Javier Marco (Spagna); “The best sound in the world”, di Pedro Paulo de Andrade (Brasile); “Er und sie”, di Marco Gadge (Germania); “97%” dai Paesi Bassi; “Glow”, di Douglas Jessoup, (Stati Uniti); “Los Angeles 1991”, di Zacarias (Spagna/Stati Uniti).

Per quanto riguarda, invece, il premio Avis, i 4 filmati arrivati in finale sono “Old man and the cat”, di Damian Shipporeit (Germania); “Blablabla”, di Alexis Morante (Spagna); “Out of this”, di Keivan Mohseni (Iran); “Cuerdas”, dalla Spagna.

Le opere saranno valutate da una commissione composta dal giornalista e regista Denis Dellai (presidente di giuria), dal compositore di colonne sonore Paolo Agostini e da Sergio Dal Maso, membro del direttivo del Cineforum di Breganze. La novità di questa edizione è che faranno parte della commissione anche tre giurati popolari, che sono stati scelti tramite l’iniziativa “Giurati si diventa”.

“In questa decima edizione del Festival – ha spiegato il presidente del Fav, Alessandro Zaffonato – abbiamo pensato di dare la possibilità di diventare giudice a chiunque volesse mettersi in gioco. Già lo scorso anno abbiamo avuto un riscontro molto positivo chiedendo al pubblico, in una serata, di esprimere una preferenza personale sui cortometraggi proposti. Ci è sembrato quindi giusto continuare ad avere uno scambio del genere con i nostri spettatori, le cui idee, pareri e consenso ci hanno sempre aiutato a migliorare qualitativamente come Festival”.

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