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San Bortolo, la difesa di Nursind sulla vicenda aghi

“Con la diffusione dell’esito del procedimento disciplinare di uno degli interessati, in linea con quelli elaborati per gli altri, intendiamo far comprendere una volta per tutte all’opinione pubblica come si sono svolti i fatti. Non abbiamo alcun dubbio che si arriverà alla verità per i dipendenti del pronto soccorso di Vicenza, oggetto di accuse false ed infondate”. Sono le parole con cui il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega ed il segretario provinciale Andrea Gregori, intervengono nuovamente sulla vicenda che nei giorni scorsi ha scosso la sanità vicentina, arrivando fino alle cronache nazionali. Il sindacato per altro ha anche diffuso il provvedimento dell’Ulss 6 di Vicenza, ovvero “il documento ufficiale – sottolinea – di chiusura del procedimento, che non è una versione dei fatti resa dal sindacato.

“Dalla documentazione aziendale, ribadiamo non sindacale – aggiungono Bottega e Gregori, – si evince chiaramente che le accuse rivolte sono frutto di una intenzionale volontà di riferire circostanze non vere. Questo è quanto è stato accertato dall’Azienda dopo mesi di indagini. L’ipotesi di una gara, il pensiero di una sfida è stato presente solo nella mente di chi ha accusato. Convocati a gennaio ed ignari di cosa fossero chiamati a rispondere, i dipendenti hanno negato la versione dei fatti che si voleva loro attribuire. Non c’è stata la volontà di ascoltare, bensì solo quella di colpire indipendentemente dalla verità”.

Chiarezza è fatta, dunque, secondo Nursind, che ora chiede che la vicenda si sposti dalle accuse false mosse ai lavoratori verso chi, in modo subdolo, ha posto in atto una condotta che ha esposto ad un grave danno all’immagine l’ospedale civile di Vicenza e l’intero complesso della sanità veneta. “Non accettiamo lezioni morali – sottolinea Bottega – da chi è disposto a dichiarare il falso per accusare degli innocenti. E’ questo i comportamento che va sanzionato. I politici onesti, invece, dovrebbero prendere le distanze da chi mente sapendo di mentire. È auspicabile, poi, che i cittadini, accertati i fatti come è successo, facciano sentire la vicinanza a chi ogni giorno si sacrifica per tutelare la loro salute”.

“Chi oggi chiede l’allontanamento di queste persone accusate falsamente – continua il Nursind – sa di farlo ad indagine chiusa, cioè quando è stata accertata la mancanza di reati, di condotte censurabili e di inadempienze lavorative. Perché salvare chi falsamente produce prove a scapito di altri e condannare chi è stato definitivamente scagionato da ogni accusa? A chi chiede punizioni esemplari si fa presente che gli otto professionisti sono già stati giudicati ed assolti. Chi non è ancora stato giudicato, invece, è chi ha dichiarato il falso. Se ci fosse stata una minima ipotesi di reato, la Ulss 6 avrebbe trasmesso tutto in procura, ma così non è accaduto”.

“Il resto – conclude il sindacato degli infermieri – è chiacchiera infamante, il cui conto, speriamo, per la credibilità della politica, dell’amministrazione pubblica e delle istituzioni nei confronti dei cittadini, sarà chiesto a chi ne è responsabile. Rimane ancora oggetto di indagine il motivo per cui, a distanza di mesi, la settimana successiva all’archiviazione dei procedimenti, qualcuno ha voluto costruire questo caso mediatico”.

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