giovedì , 21 Ottobre 2021
Profughi al confine greco-macedone - Fonte foto: www.dirittiglobali.it
Profughi al confine greco-macedone, nel 2016 - Fonte foto: www.dirittiglobali.it

Rifugiati, appello di Caritas Vicenza per l’accoglienza

Appello alla solidarietà della Caritas di Vicenza, che promuove due progetti chiedendo, a nuclei familiari e singoli, di mettersi in gioco per l’inserimento di chi ha ottenuto un permesso di soggiorno per protezione internazionale. E’ la chiesa vicentina a farsi infatti promotrice di questi due progetti di prossimità in famiglia, per persone che si sono viste riconoscere lo stato di rifugiato, e cerca quindi famiglie e singoli disponibili a raccogliere questa sfida. Due iniziative per farsi vicini concretamente, come già avviene con altre forme di povertà economica, sociale e relazionale, alle persone più fragili e a rischio della nostra società, e per rispondere all’appello lanciato ancora nel febbraio dell’anno scorso dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol.

“Da alcuni mesi – spiega il direttore della Caritas vicentina, don Giovanni Sandonà, – stiamo registrando, al nostro ricovero notturno per persone senza dimora, Casa San Martino, l’accoglienza di persone migranti provenienti da altre strutture. Per i nostri servizi, ne sono passate finora quaranta, la prima nel novembre 2015. Di queste, diciannove avevano ottenuto il permesso di soggiorno. Persone quindi che, a vario titolo sono uscite dai programmi di accoglienza gestiti dal Ministero dell’interno e rischiano quindi un’emarginazione pericolosa per loro, così come lo è per l’intera comunità”.

“Come avevamo previsto da tempo – continua Sandonà – anche fra quanti hanno ottenuto il permesso di soggiorno c’è necessità di un ulteriore periodo di accompagnamento affinché possano raggiungere una qualche autonomia socio-lavorativa e il loro inserimento nelle nostre comunità sia positivo. Il rischio è infatti che il solo permesso di soggiorno, senza una formazione, un alloggio e un lavoro, li condanni alla marginalità, che sarebbe un male per tutti. Per questo il 7 aprile scorso nel corso di una riunione in Prefettura, dopo aver informato del fenomeno, abbiamo presentato una proposta articolata a tutte le realtà convenzionate per l’accoglienza di persone richiedenti protezione. I numeri di questo fenomeno, infatti, potrebbero essere gestiti dai singoli enti di accoglienza, che in provincia di Vicenza sono 37, con una adeguata progettualità”.

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