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Popolare Vicenza, governo non ignori i risparmiatori

Un ordine del giorno che impegna il governo Renzi ad adottare, per i risparmiatori rimasti vittime del tracollo della Banca Popolare di Vicenza, le stesse misure che saranno varate per gli investitori di Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti.  Lo ha presentato Enrico Cappelletti, senatore del Movimento 5 Stelle, da tempo impegnato a dar voce ai troppi vicentini che hanno visto andare in fumo, per le passate politiche della BpVi, i risparmi di una vita. Abbiamo parlato di risparmiatori vicentini, ma in realtà avremmo dovuto dire veneti, perché nell’iniziativa di Cappelletti ci sono anche gli azionisti dell’altra banca popolare della nostra regione in analoghe difficoltà, ovvero Veneto Banca.

Comunque, tutto questo perché in questi giorni è all’esame del Senato il disegno di legge di conversione del decreto 59/2016 che prevede, a favore degli investitori truffati dalle ormai famose (o famigerate) quattro banche, un indennizzo nei limiti dell’80% dell’importo investito. Come è noto, la legge che sarà ratificata è applicabile solo nei confronti agli investitori di questi quattro istituti di credito, e questo sono un po’ come una beffa alle nostre latitudini dato che sono oltre 200 mila le famiglie, gli enti e le aziende che hanno investito nelle azioni delle due banche venete, perdendo oltre 11 miliardi di euro, a causa soprattutto dell’inefficace vigilanza degli organi di controllo e garanzia, Banca d’Italia e Consob.

“Il governo – ammonisce Cappelletti – non può continuare ad ignorare i 118 mila soci di BpVi e gli oltre 80 mila di Veneto Banca, che hanno perso tutti i loro risparmi, gli unici al momento a pagare lo scotto degli scandali finanziari di consigli d’amministrazione senza scrupoli e di organi di garanzia che hanno abdicato alle loro funzioni. Così come previsto per i risparmiatori truffati dalle quattro banche dell’Italia centrale chiediamo dunque di considerare l’estensione delle procedure di rimborso anche agli azionisti delle popolari venete, per arginare una crisi economica che peserà per decenni sull’economia del Veneto e dell’intero paese, nella consapevolezza delle enormi responsabilità degli organi di garanzia e in ultima istanza dello stesso governo, che del fallimento delle attività degli organi di controllo, é il primo responsabile”.

E continua, su un altro fronte, la lotta dell’associazione “Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza”, che riunisce i piccoli e medi azionisti ed è la più attiva e numerosa del Veneto. Ha organizzato per sabato prossimo, 28 maggio, al Palaferroli di San Bonifacio, alle 9.30, una nuova riunione degli azionisti che vogliono contestare alla banca la violazione dei loro diritti di soci. L’associazione intende mettere in mora la Banca Popolare di Vicenza, chiedere il risarcimento del danno subito e raccogliere le firme dei soci per la lettera di richiesta di dimissioni del consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato Francesco Iorio, diretti responsabili del fallimento della quotazione in borsa e della perdita totale di valore delle azioni.

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