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William Shakespeare nel Chandos Portrait, il più noto ritratto del poeta, attribuito a John Taylor
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Poetry Vicenza rende omaggio a Shakespeare

Un omaggio alla grandezza di Shakespeare unendo la poesia, la musica e il computer. E’ la proposta che andrà in scena domani, 10 maggio, a Vicenza, alle 18, in anteprima mondiale, alle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari. L’iniziativa è di Poetry Vicenza, rassegna internazionale di poesia a cura di Marco Fazzini, promossa dalle stesse Gallerie d’Italia e dal Comune di Vicenza, in collaborazione con l’associazione culturale TheArtsBox, con il Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati di Ca’ Foscari e con Vicenza Jazz.

“Il maestro Claudio Ambrosini – spiegano gli organizzatori in una nota -, in collaborazione con gli studiosi Rodolfo Delmonte e Dario Calimani, ha composto musiche inedite per i sonetti n. 20 e n. 66 di William Shakespeare, ed è in occasione dei 400 anni dalla scomparsa del grande poeta e drammaturgo inglese che Poetry Vicenza presenta ora queste composizioni in anteprima mondiale. La musica del maestro Ambrosini dialogherà con il recitato live di un attore e le letture informatiche, messe a punto grazie a un programma inedito e innovativo (il suo nome è Sparsar) a cura del professor Rodolfo Delmonte”.

Il programma della serata prevede due brevi introduzioni. Dario Calimani parlerà di Shakespeare, Delmonte invece illustrerà il sistema Sparsar. Seguirà una performance dello Zero Vocal Ensemble, una compagine vocale che propone un personale lavoro di trasformazione della tradizione. “Attraverso madrigali e sonetti – continua la nota -, il gruppo opera una profonda ricerca sulla voce e su una nuova vocalità che esprima gli affetti con mezzi espressivi più vicini alla sensibilità odierna”.

Merita segnalare che, nelle sedi che ospitano gli eventi della rassegna, il pubblico troverà un volume antologico con una scelta bilingue di testi a cura di vari traduttori, note biografiche e bibliografiche per ogni singolo autore, e una sezione speciale sulla Beat Generation, fatta di contributi in prosa e in poesia e di materiali inediti sui protagonisti di quell’America degli anni cinquanta. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per quanto riguarda i protagonisti dell’evento, Claudio Ambrosini ha composto lavori vocali, strumentali, elettronici, sinfonici, opere liriche, oratori e balletti commissionati da alcune delle principali istituzioni nazionali e internazionali. Sotto la guida di direttori come Abbado e Muti le sue musiche sono state presentate, tra gli altri, nei programmi della Scala di Milano, della Fenice di Venezia, dell’Ircam di Parigi, delle Fondazioni Gulbenkian di Lisbona e Gaudeamus di Amsterdam, del Mozarteum di Salzburg, dell’Akademie der Künste di Berlino, della Stagione dei Münchener Philharmoniker.

Ha tenuto corsi, conferenze e masterclass in vari conservatori e università, tra cui la Sorbona di Parigi e la Scuola Normale di Pisa. Nel 1985 è stato il primo musicista non francese a ricevere il Prix de Rome. Ancora nel 1985 ha rappresentato l’Italia all’Anno europeo della musica e nel 1986 alla Tribuna Internazionale dell’Unesco. Tra i premi recenti: Association Beaumarchais (Paris 2006), Leone d’Oro per la Musica della Biennale di Venezia (2007), Premio Music Theatre Now (Berlin, 2008), Premio Rotary International (2009), Premio della Critica Italiana (Premio Abbiati, 2010).

Dario Calimani invece insegna Letteratura inglese all’università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di letteratura elisabettiana e di teatro e poesia del Novecento. Ha scritto, fra l’altro, su Marlowe, Wilde, Shaw, Beckett, Pinter, Eliot e, in particolare, sui sonetti di Shakespeare. Sta pubblicando per Marsilio una nuova edizione del Mercante di Venezia. Infine, Rodolfo Delmonte insegna Linguistica computazionale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta producendo software per permettere a un mainframe Ibm di pronunciare frasi dell’italiano in maniera naturale. Ha al suo attivo svariate pubblicazioni internazionali. È di recente tornato al suo lavoro di dottorato presso l’Università di Melbourne.

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