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Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, Vicenza sia un centro per analisi delle acque

Il Consiglio comunale di Vicenza ha approvato oggi una mozione, presentata dal consigliere Raffaele Colombara sull’emergenza inquinamento da Pfas. Ne riportiamo di seguito il testo.

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Uno degli aspetti che più balza agli occhi in questa vicenda di inquinamento delle acque è come tutto sia potuto accadere per così tanto tempo. L’emergenza ambientale nella quale ci troviamo è in parte frutto della mancanza di prevenzione. E’ questo il ruolo che il legislatore ha lasciato in capo alle Regioni, che lo esplica istituzionalmente attraverso Arpav, ente pubblico, importante presidio a favore dei cittadini con ruolo di indipendenza e terzietà.

Tuttavia, negli ultimi anni, la sua azione è stata ridimensionata nelle attività e nelle strutture. Basti pensare alla chiusura del laboratorio analisi delle acque di Vicenza, che lascia sguarnito un territorio come quello vicentino. Ricordiamo a tal proposito che ci troviamo collocati sopra la più grande falda acquifera d’Europa, che alimenta gli acquedotti di trentasei comuni delle province di Vicenza, Padova (tramite l’acquedotto di Novoledo) ed alcuni della provincia di Rovigo, acquedotti che a loro volta servono un’utenza di 700-800 mila persone.

La realtà vicentina, inoltre, è ricca di insediamenti industriali e artigianali, frammentati ed eterogenei, diffusi su tutto il territorio, e richiede un’attenzione particolare. Non dimentichiamo, infine, le emergenze idrogeologiche a cui il nostro territorio è stato sottoposto in questi ultimi anni (come l’alluvione 2010).

Tutto ciò premesso, si impegnano il sindaco e la giunta a farsi parte attiva presso la Giunta Regionale del Veneto per sollecitare la creazione a Vicenza del Centro di riferimento per le analisi delle acque a valenza regionale, più volte proposto alla Regione, a partire dal 2013, anche con documenti approvati da questo Consiglio comunale, con compiti di osservazione e prevenzione, che coinvolga altre realtà specialistiche del territorio, tra le cui possibili attività dovrebbe rientrare la ricerca dei potenziali inquinanti delle falde.

Raffaele Colombara

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