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Pfas, Miteni fa il punto. Online un sito informativo

A disposizione, con le proprie competenze, di enti ed istituzioni e concretamente impegnata per garantire condizioni ambientali accettabili e prevenire in futuro possibili nuovi guai. Miteni Spa, di Trissino, si sta muovendo e fa di tutto per imporre una rotta sicura alla sua navigazione nelle acque tempestose in cui gli eventi l’hanno di recente trascinata. La vicenda è molto nota, ed è quella dell’alta concentrazione di Pfas, sostanze perfluoro alchiliche, trovate nel terreno, nella falda idrica ed anche nel sangue di tante persone in veneto, 200 mila si dice, la maggior parte proprio in provincia di Vicenza, sebbene siano state toccate anche quelle di Verona e di Padova.

Antonio Nardone
Antonio Nardone

Una contaminazione della falda da Pfas,avvenuta soprattutto in passato e per la quale l’Arpav ed altri enti hanno soprattutto puntato il dito contro l’azienda chimica di Trissino. Azienda che nel frattempo ha cambiato proprietà, ed anche l’amministratore delegato è nuovo, anzi di nomina recentissima. E’ Antonio Nardone che oggi, a Vicenza, presso la sede di Confindustria, ha incontrato la stampa per presentare alcune iniziative e fare il punto sulla situazione. Tra le certezze più importanti, un investimento di 30 milioni di euro, in parte già avvenuto ed il resto ancora da fare, per evitare lo sversamento di altri Pafs nel suolo e nelle acque del Veneto.

Anche sul fronte della trasparenza Miteni pare volersi muovere per informare, senza nascondersi dunque. Ed è per questo che ha messo online proprio in questi giorni, e lo ha presentato proprio stamattina l’amministratore delegato, un nuovo sito web, miteninforma.it, con informazioni e dati sulle emissioni aggiornati ogni mese e certificati da un istituto accreditato. Sul sito si può trovare anche documentazione internazionale sui Pfas, prodotta da organismi pubblici e congressi, ed una sezione di domande e risposte con la possibilità, da parte di tutti, di sottoporne di nuove.

“Ritengo che condividere la nostra conoscenza su un tema così complesso sia un dovere – ha detto Nardone -. Sul territorio c’è voglia di informazione e di sapere. Abbiamo voluto raccogliere le informazioni scientifiche accreditate, senza commenti o opinioni, affinché tutti coloro che lo desiderano possano capire qual’è lo stato dall’arte della conoscenza delle molecole Pfas e del loro impatto sulla salute e l’ambiente”.

Nardone ha anche spiegato la volontarietà con la quale è iniziata, nel 2013, l’attività di analisi della falda sotto la Miteni e gli interventi pattuiti e approvati dagli enti. Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo piano di interventi nel documento di messa in sicurezza operativa (Miso), documento che sarà discusso nelle prossime settimane nella conferenza dei servizi. Il piano implementa la rete di pozzi della barriera idraulica esistente con nuovi pozzi e nuovi filtri per aumentarne le capacità anche in condizioni estreme, sulla base di un costante confronto e collaborazione con l’Arpav.

Sempre sul piano della collaborazione con istituzioni e enti, l’amministratore delegato ha annunciato di aver proposto la convocazione di un tavolo tecnico nel quale l’azienda è pronta a condividere tutti i dati e la conoscenza sul comportamento dei Pfas sull’esempio di quanto accade da tempo negli altri Paesi.

“Dal 1995 – ha ricordato Nardone – Miteni partecipa a tavoli internazionali di aggiornamento sui Pfas che aiutano a conoscere e comprendere come delle molecole così utilizzate in molti settori produttivi si comportino nell’ambiente e nell’uomo. Ci sono centinaia di studi e ricerche che diventano sempre più accurati con il migliorare della tecnologia di analisi. Stiamo parlando di molecole in concentrazioni così piccole che fino a pochi anni fa non erano nemmeno rilevabili strumentalmente. Dal 2005 lavoriamo con le unversità di tutta Europa nel progetto Perforce, Perfluorinated Organic Compounds in the European Environment”.

“Dal 2007 – ha aggiunto – collaboriamo con il ministero dell’Ambiente tedesco per definire il documento di risk assessment. Anche in Italia già nel 2001 presentammo al ministro dell’Ambiente i dati e le informazioni sulla produzione di Pfas e negli anni successivi abbiamo dato il nostro contributo all’Istituto superiore di sanità in occasione di congressi internazionali e nel 2008 abbiamo condiviso la valutazione del rischio. Siamo a disposizione per portare questa nostra conoscenza nelle sedi istituzionali. Ritengo che in situazioni delicate come queste debba prevalere su tutto la fiducia nelle istituzioni e negli organi di controllo. Da parte nostra siamo sempre stati disponibili alla collaborazione nella massima trasparenza e sarà nostra priorità continuare su questa strada.”

“E’ bene ricordare – ha concluso Nardone – che i Pfas sono molecole di grande utilità, impiegate in Italia da migliaia di imprese per prodotti tecnici, medicali, di uso comune. La regolamentazione deve essere rigorosa ma anche coerente con i rischi conosciuti o potenziali. Oggi si stanno proponendo limiti zero o mille volte più restrittivi di quelli previsti per il cianuro o il per il cromo e questo non ha alcuna razionalità”.

A margine della conferenza stampa di oggi abbiamo rivolto alcune domande all’amministratore delegato di Miteni Spa. Le proponiamo nell’audiolettore in alto, sulla foto di apertura della pagina. Cliccare sul simbolo play per ascoltarle.

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