Breaking News

Pfas, i lavoratori Miteni: “No alle strumentalizzazioni”

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulla questione dell’inquinamento da Pfas che ci arriva dai lavoratori della Miteni Spa, Rappresentanze sindacali unitarie di Filtcem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil della provincia di Vicenza

*****

I lavoratori e le lavoratrici di Miteni ben comprendono le preoccupazioni dei tanti cittadini coinvolti dalla presenza delle sostanze pefluoroalchiliche (pfas) nelle acque di falda di una parte del territorio veneto e le relative iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione sociale verso questa grave situazione determinatasi. L’acqua è una risorsa vitale, deve essere pulita e priva di qualsiasi tipo di inquinante.

Noi lavoratori di Miteni siamo stati i primi ad essere stati esposti a queste sostanze, lavorandole, in un quadro va detto di controllo, di monitoraggio sanitario e di informazione dei dati clinici rilevati e degli effetti conosciuti, effettuati a cura dei servizi aziendali preposti e dal medico di fabbrica, prof. Giovanni Costa. Servizio sanitario, questo nostro aziendale, più che trentennale e tra i primi ad aver avuto avvio nel panorama delle realtà industriali della provincia.

Gli effetti di queste sostanze sulla salute sono stati più volte, nel tempo, oggetto di studio, valutazione e discussione in ambito medico scientifico, tanto che non vi è, tra i vari Stati utilizzatori o produttori, uniformità dei limiti di concentrazione. Per inciso, in Italia queste sostanze non erano state normate. I primi quindi ad essere interessati a conoscere ogni nuovo o aggiornato studio medico – sanitario del loro effetto sulla salute siamo noi. E il fatto di lavorare in questa azienda non ci esime da questo dovere e non ci rende diversi da tutti gli altri cittadini.

Come rappresentanti dei lavoratori e come lavoratori di Miteni abbiamo presente quanto viene addebitato all’azienda. A riguardo già agli inizi del 2014 incontrammo i dirigenti Arpav per avere informazioni sulla situazione ambientale rilevata nel sito e successivamente ci fu un incontro con il sindaco di Trissino. Tenuto conto che le attività e gli scarichi industriali dell’azienda ci risultano autorizzati, comunicati e conferiti al depuratore consortile, è chiaro in ogni caso che, in relazione alla falda acquifera, andrà assunta ogni misura tecnica indicata necessaria, oltre a quelle già condivise con le autorità ed attuate dalla proprietà, alla difesa del bene primario dell’acqua, dell’ambiente e della salute della collettività, cui anche noi apparteniamo.

Se più in generale saranno necessari processi di revamping degli impianti, questi andranno affrontati e discussi, creando le condizioni affinché si realizzino, anche attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni. Tutto va fatto però con la massima chiarezza, nella salvaguardia dell’interesse generale, tenendo però anche presente di dare concretamente una prospettiva di sopravvivenza a questa azienda, allontanando ogni contrapposizione tra lavoro – salute – ambiente. Senza dar spazio a strumentalizzazioni che fuorviano dalla conoscenza reale del perché dei fatti accaduti.

L’Rsu dei lavoratori di Miteni si rende da subito disponibile a fornire il proprio contributo ad ogni seria iniziativa protesa all’approfondimento della conoscenza di tutta questa complessa e complicata vicenda, sia in termini clinico – sanitari (noi siamo il “campione” di persone esposte a queste sostanze sicuramente più rappresentativo, considerati i periodi e le concentrazioni), sia in termini di modalità lavorative e sia in relazione alla storia economico – industriale – ambientale di questo insediamento produttivo.

Filtcem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil della provincia di Vicenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *