Breaking News
Lo stagno principale dell'oasi di Casale, a Vicenza
Lo stagno principale dell'oasi di Casale, a Vicenza

Oasi di Casale, M5S: “Quali analisi sul cromo esavalente?

Qualche giorno fa, in un’altra pagina del giornale, avevamo riportato la notizia della giornata di apertura grauita dell’Oasi Wwf degli Stagni di Casale, a Vicenza, in occasione della Giornata delle Oasi 2016. Questo evento, con tutte le iniziative organizzate per la giornata, era stato presentato durante un incontro, a Palazzo Trissino. Proprio durante quell’incontro, si è anche fatto il punto sulla presenza di cromo esavalente e l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza ha spiegato come non vi sia alcun pericolo di inquinamento per l’Oasi di Casale.

“Dopo le ultime verifiche fatte sull’oasi – veniva sottolineato in una nota diramata da Palazzo Trissino – è emerso che non ci sono pericoli per la popolazione derivati dalla presenza di cromo esavalente, come confermato dal settore ambiente del Comune di Vicenza, da Arpav, Ulss 6 e Wwf. Per quanto riguarda il deposito di cromo nel terreno, l’indagine condotta nel 1989 per la valutazione di fattibilità di un’area tutelata, non evidenzia la necessità di rimuovere lo strato  superiore per effettuare nuove indagini”.

Liliana Zaltron del Movimento 5 Stelle di Vicenza è però tornata sulla questione, con alcune considerazioni. “Conoscendo il problema dell’interramento di sacchi contenenti cromo esavalente – ha sottolineato Zaltron -, avvenuto una trentina di anni fa, si potrebbe immaginare uno schieramento di tecnici qualificati che, con sofisticati e precisi strumenti di misurazione, sondano il terreno prelevando campioni da avviare alle analisi. Ma quali sono state le analisi eseguite? E come mai l’assessore Dalla Pozza ha rilasciato queste dichiarazioni anziché rispondere all’interrogazione dell’aprile scorso, allegando le analisi ed il documento a firma del dirigente preposto?”

“Speriamo – ha aggiunto – che le dichiarazioni non si riferiscano al sopralluogo del 26 febbraio. In quella data, infatti, c’è stato un controllo nell’oasi, con alcuni tecnici del Comune e di Arpav, rivelatosi più una passeggiata alla quale hanno partecipato anche alcuni cittadini, alla ricerca di rilievi visivi che nulla avevano a che vedere con le analisi richieste dal comitato e da più di 400 cittadini. Gli stessi tecnici avevano dichiarato che il sopralluogo aveva solo lo scopo di evidenziare visivamente la presenza di materiali inquinanti e che non sarebbero stati fatti in quella occasione prelievi, scavi o altro. Vogliamo quindi sperare che questa scampagnata non sia diventata una prova inequivocabile dell’assenza di sacchi di cromo interrati”.

“Ora – ha poi concluso Zaltron –  attendiamo la risposta di Dalla Pozza alla nostra interrogazione del primo aprile, e che a questa replica siano allegati i documenti delle indagini e delle analisi effettuate. Ci auguriamo infatti che le analisi che hanno dato tanta sicurezza non siano quelle relative all’indagine del 1989. Non interessa all’assessore e all’amministrazione comunale sapere se quei sacchi nel tempo hanno ceduto alle falde il loro contenuto mortale? E se questo li interessa, quando e quali approfondite analisi e verifiche sono state fatte? La vita, la salute e la tranquillità delle persone residenti non vale un’analisi approfondita e definitiva?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *