mercoledì , 20 Ottobre 2021

Montecchio, la polizia locale intensifica i controlli

Si sono concluse con una denuncia per falso e circonvenzione d’incapace e con un’indagine su un falso adesivo di revisione gli accertamenti che la polizia locale dei Castelli, di Montecchio Maggiore, ha condotto negli ultimi giorni lungo le strade cittadine. Un primo episodio è iniziato da un controllo stradale della velocità, eseguito con l’autovelox, in via San Vitale. Una motocicletta, con due persone a bordo, sfrecciava a 110 chilometri all’ora, in una strada dove il limite è 50. Dall’analisi della targa, gli agenti sono risaliti al proprietario, S.C. le sue iniziali, 53enne di Montecchio Maggiore. Invitato a presentarsi al Comando, l’uomo ha pagato la multa di 547 euro e, quando gli è stato chiesto di presentare la patente, così da procedere alla sospensione, ha mostrato il documento di un’altra persona, un 58enne, sempre di Montecchio.

Uno degli agenti, però, si è accorto che qualcosa non andava. Nella foto della patente, infatti, aveva riconosciuto un uomo affetto da alcuni problemi fisici. I conseguenti accertamenti hanno poi evidenziato che, fin dal 2008, il proprietario della patente era sottoposto ad amministrazione tutelare di sostegno, che dal 2013 era titolare di un contrassegno per invalidi da esporre sull’auto, a causa di una deambulazione troppo ridotta e che, per finire, fino allo scorso anno il suo amministratore di sostegno era stato proprio S.C., il proprietario della moto. Ritenendo, quindi che, per via delle limitazioni fisiche, il 58enne della foto, non sarebbe stato in grado di guidare una motocicletta, gli agenti hanno denunciato S.C., con l’accusa di falso e di circonvenzione d’incapace.

Per quanto riguarda, poi, il secondo fatto, tutto ha preso il via con un controllo, in viale Milano, dopo che le nuove telecamere “Targa system” avevano segnalato il passaggio di una vettura con revisione scaduta. Da una verifica della carta di circolazione esibita dalla automobilista fermata, R.N., una 55enne di Montecchio Maggiore, è emerso che l’adesivo dell’ultima revisione non era corrispondente a quello ministeriale e che l’auto, in effetti, non risultava revisionata. La polizia locale ha quindi disposto il sequestro del libretto, che è stato poi convalidato dalla Procura.

Da successive indagini è emerso che il codice dell’officina presente sull’adesivo era vero e corrispondeva ad un centro revisioni di Catania. La donna è ora indagata per falsità commessa da privato in atto pubblico, ma gli agenti sono in attesa di disposizioni dalla Magistratura per estendere, eventualmente, le indagini anche all’officina catanese. Il tutto per capire se l’automobilista sia l’ignara vittima di un raggiro, vale a dire di una revisione data come eseguita, ma in realtà mai effettuata.

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