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Vittorio Gassman e Alberto Sordi nel film "La Grande Guerra", di Mario Monicelli
Vittorio Gassman e Alberto Sordi nel film "La Grande Guerra", di Mario Monicelli

“L’arte della pace”, ultimi incontri a Vicenza

Ultimi due appuntamenti, in programma venerdì e sabato a Vicenza, del ciclo “L’arte della pace” organizzato dalla Casa per la pace in collaborazione con l’assessorato alla comunità e alle famiglie. Questi incontri hanno l’obiettivo di dare un contributo nel comprendere la guerra e nell’imparare a praticare la pace con il dialogo tra le culture e le religioni, la prevenzione e la risoluzione nonviolenta dei conflitti, secondo la missione della Casa per la Pace.

Domani alle 20.30, nella nuova sede della Casa per la pace, in via Porto Godi, Elvio Bissoli condurrà una serata dal titolo “La guerra immaginaria e la realtà del cinema”, dedicata al primo conflitto mondiale. Durante l’incontro verrà illustrato come il cinema ha cercato di raccontare la Grande Guerra nella sua reale tragicità, nascosta e oscurata dal mito e dalla retorica propagandistica.

“Le immagini riportate – spiega una nota di presentazione dell’incontro – documentano in modo sconvolgente, la distanza tra la guerra reale, moderna, sempre più crudele, distruttiva, brutale e violenta da una guerra immaginaria, epica, eroica, edulcorata nelle sue immagini di violenza, come è stata narrata dal cinema di propaganda, dalla stampa e dalle immagini a grande diffusione popolare”.

Sabato 21 sempre nella sede di via Porto Godi, alle 17.30 si terrà l’incontro “L’Islam della pace. Un modello di fede, di amore, di pace, di convivenza civica nell’Islam africano”, vita e opere del santo senegalese Cheikh Ahmadou Bamba (1850-1927) fondatore del muridismo. L’appuntamento sarà condotto da Top Niang, dell’associazione culturale “Il Paradiso dei due mondi”, murid, mediatore culturale e membro del consiglio degli stranieri di Vicenza.

“l Senegal ha dato un esempio di Islam moderato in cui i valori della tradizione mistica africana, in particolare la nonviolenza e il rispetto dell’altro, rappresentano uno scudo all’estremismo islamico e all’Islam politicizzato, mantenendo vivi tutti i valori positivi. Questo è dovuto all’influsso del Muridismo, diffuso dalla fine dell’800 soprattutto in Senegal, dove il 90 per cento della popolazione è musulmana”.

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