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Veduta dall'alto della Basilica Palladiana di Vicenza
Veduta dall'alto della Basilica Palladiana di Vicenza

Gli occhi dell’Unesco su Vicenza. Titolo a rischio?

“La notizia diffusa in questi giorni della presenza in città di ispettori Unesco per una verifica delle compatibilità previste nei protocolli per la conferma del titolo di Vicenza Patrimonio dell’Umanità non è una sorpresa per il Movimento 5 Stelle vicentino”. E’ l’inizio di una riflessione, tra l’amaro e l’arrabbiato, di Daniele Ferrarin, consigliere comunale pentastellato su quello che potrebbe essere un brutto scivolone per la città, ovvero la messa in discussione del prestigioso riconoscimento dell’Unesco.

Tutti, naturalmente, ci auguriamo che questo non avvenga… Certo è però, che quando lo scenario è internazionale, taluni appellativi bisogna meritarseli, e sicuramente non aiutano alcune scelte discutibili che sono state fatte (o si intendono fare) in campo urbanistico, leggi Borgo Berga e un invadente passaggio dalla città dell’alta velocità ferroviaria.

Ed è così che Ferrarin ricorda come il Movimento 5 Stelle “sia stato, fin dal momento della sua presenza nelle istituzioni cittadine, vicino a quanti si sono battuti e si battono per il rispetto e la tutela del patrimonio culturale, urbanistico e ambientale della città”. In particolare, il consigliere ricorda l’impegno di Francesca Leder, architetto e docente dell’università di Ferrara, che con instancabile pervicacia ha costantemente informato, con accurate relazioni, i competenti organi internazionali”.

“I misfatti della politica vicentina – continua Ferrarin – nello sviluppo urbanistico di Vicenza, città del Palladio, vanno smascherati e perseguiti senza pietà. La violenza speculativa e affaristica usata contro la città del Palladio vede implicati, in tempi diversi, l’intero sistema politico cittadino, dalla Lega al Pdl fino al Pd. Ci auguriamo che il titolo di Vicenza Patrimonio dell’Umanità rimanga, e nel contempo si avvii, dopo le valutazioni degli ispettori Unesco, una bonifica ambientale per ripristinare le condizioni paesaggistiche pre-speculative”.

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