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Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. A lui andrà il premio "Una vita, una storia"

Giustizia e pace, un bacio al Festival Biblico

“Le stragi terroristiche, i conflitti, la paura e le conseguenti migrazioni stanno cambiando il volto della nostra società. Se tutto questo dolore non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, allora è stato inutile. Lo stesso papa Francesco, di fronte a questo, ha indetto un giubileo speciale, il giubileo della misericordia”. Con queste parole don Roberto Tommasi, presidente del Festival Biblico, ha annunciato nella conferenza stampa di stamattina le basi su cui si fonda la dodicesima edizione dell’evento che porta il titolo “Giustizia e pace si baceranno”, dal Salmo 85.

giusti-pace-bacio-biblicoIl Festival Biblico di quest’anno torna a Vicenza, Padova, Verona, Rovigo e Trento dal 19 al 29 maggio. Un evento promosso dalla Diocesi di Vicenza e Società San Paolo, in collaborazione con tutte le diocesi delle città dove avrà sede la rassegna. Obiettivo del Festival – che negli anni ha raccolto attorno a sé sempre più idee, valori, persone e progetti – è quello di far risuonare le Scritture, attraverso diversi linguaggi, nei luoghi di vita quotidiana, arrivando così a tutti, adulti e giovani, credenti e non.

Il tema invita a riflettere sulle declinazioni di pace, quali giustizia, integrità, perdono e misericordia, ora più che mai attuali, e sulla responsabilità etica che ogni cittadino deve assumere nella sua relazione con popoli e nazioni, con il mondo. Tutti i contenuti, quindi, parlano di dialogo. Nel festival vicentino, nello specifico, il programma prende vita attraverso quattro filoni trasversali con un valore simbolico-sensoriale, ciascuno dei quali collegato a un’azione. Li ha illustrati Leopoldo Sandonà, responsabile del Festival: “percorso biblico “Per darsi la Parola”, incentrato sulla comunicazione, sulla reciprocità, sull’ascolto; percorso cultura e società “Per stringere le mani” con l’obiettivo di dare avvio a dialoghi fecondi per il futuro; percorso spettacoli e arti “Per moltiplicare il gusto”, le cui chiavi di lettura sono interpretazione, valorizzazione e partecipazione; e il percorso testimoni di pace “Per aprire gli occhi” con testimonianze che facciano non solo aprire gli occhi, ma anche il cuore”. Tanti, quindi, i linguaggi per parlare di Giustizia e Pace.

Guido Zovico, coordinatore del Festival Biblico, ha parlato dell’evento come di un ragazzo di 12 anni in piena evoluzione. “Il Festival Biblico si sta definendo sempre più – ha commentato -, si sta rinnovando e ringiovanendo, nel senso che sta dando sempre più attenzione ai giovani”. Sono state infatti coinvolte scuole e associazioni nelle fasi organizzative del Festival, quali Da Schio, Pigafetta, Quadri, ENAIP Veneto, per farlo diventare sempre più “social”, non solo a livello tecnologico, ma anche nel senso più ampio di aggregazione, di occasione per socializzare. A tal proposito arriva Dabar, novità dell’edizione 2016: il “café del Festival”, dallo stile liberty tipico dei caffè letterari, per dare l’opportunità a tutti di sostare, mangiare, incontrarsi, confrontarsi.

Accanto al caffè, altre sono le novità della dodicesima edizione: “Una giornata di pace”, in programma sabato 28 maggio a Vicenza, dedicata alle famiglie, con una pausa pranzo davvero particolare, un pic nic nel giardino del vescovo, mons. Beniamino Pizziol. A conclusione del Festival domenica 29 maggio, alle 19 in Piazza dei Signori si terrà, invece, “Religioni per la Pace”, un dialogo interreligioso per costruire ponti nella pace. E in accordo con l’organizzazione del Festival stesso, è stato istituito da FriulAdria Crédit Agricole il premio “Una vita, una storia” che intende valorizzare una fra le molte esperienze culturali e sociali protagoniste del Festival. Il premio di quest’anno andrà a Andrea Riccardi, fondatore della Comunità Sant’Egidio, durante l’evento inaugurale di giovedì 26 maggio, ore 20.45, nel Tempio di San Lorenzo.

150 eventi, meno rispetto lo scorso anno, per privilegiare la qualità e la sobrietà, un cartellone più facilmente fruibile grazie ai filoni tematici, un Festival giovane grazie ai tanti eventi organizzati da Esplorificio7, un team di giovani che darà un assaggio del Festival martedì 17 maggio con la marcia del noto attivista John Mpaliza, e una serie di eventi “a chiamata” che permetteranno di coinvolgere un vasto pubblico. Il Festival Biblico appartiene a tutti, ma ha costi che tutta la comunità è chiamata a sostenere per assicurare un futuro alla rassegna. Sono diverse le forme di sostegno, dal crowdfunding “il lavoro sostiene il lavoro” con la possibilità di donare un contributo online alla card, la forma più “popolare” per partecipare, con tre formule a disposizione: basic da 10 euro, under 30 da 5 euro e family da 15 euro. In direzione di una “grande comunità” va anche il progetto sociale “Cesto di Pace”, con vino, farina e speciale dolce della Pace a cui hanno collaborato alcune cantine vitivinicole e il Progetto Jonathan, casa accoglienza per detenuti in pene alternative. I cesti saranno offerti a fronte di una piccola donazione.

Lo stesso vescovo, nei saluti finali della conferenza stampa, ha evidenziato i due aspetti del Festival Biblico: quello contenutistico, con misericordia, verità, giustizia e pace da intendere come i quattro punti cardinali che determinano le relazioni e l’esperienza di ciascuno, e quello simbolico, vale a dire la risonanza del Festival a livello sociale, culturale ed ecclesiale, con un allargamento della Bibbia sul territorio. Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha voluto infine ringraziare i protagonisti e i volontari tutti per la “fatica” messa nell’organizzazione, ricordando la vicinanza dell’amministrazione a un evento di così alto spessore.

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