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Studenti impegnati in una lezione di educazione stradale sul campo (immagine d'archivio)
Studenti impegnati in una lezione di educazione stradale sul campo (immagine d'archivio)

Educazione stradale “on the road” a Schio

Educazione stradale in classe e poi “on the road” a Schio. Qualche mese fa, infatti, il Comune scledense e il consorzio di polizia locale Altovicentino hanno concordato di avviare un’intensa attività di educazione stradale rivolta ai ragazzi che frequentano le classi terze e quinte delle elementari.

Alle lezioni teoriche, svolte durante il periodo invernale, sono poi seguite le lezioni sul campo, tenute dagli agenti. In un primo tempo gli scolari hanno potuto mettere in pratica le regole della strada apprese, su campi mobili, allestiti appositamente nelle piastre delle scuole, ma poi ai ragazzi è stata offerta la possibilità di misurarsi realmente come pedoni e ciclisti, per le vie della città, affrontandone le problematiche.

Già da qualche tempo l’educazione stradale è stata inserita come materia nei programmi delle scuole del territorio comunale e, da quest’anno è partito anche un nuovo progetto, che coniuga educazione stradale ed educazione civica. Durante l’uscita in bici, infatti, è prevista una tappa al municipio di Schio, con una visita alla sala consiliare, dove i ragazzi vengono accolti dal sindaco, Valter Orsi, e dall’assessore alle politiche giovanili, Barbara Corzato.

“Un appuntamento – ha spiegato Corzato -, che permette ai ragazzi di imparare le regole della strada e quelle della politica cittadina. La visita in municipio è un momento di crescita, durante il quale si spiega a grandi linee la storia di Schio, ma anche di gioco, con simulazione dei consigli comunali dove i ragazzi interpretano i ruoli di sindaco, assessori e consiglieri comunali”.

“Le attività del nucleo di educazione stradale – ha sottolineato il comandante della polizia locale, Giovanni Scarpellini – coinvolgono tutte le scuole primarie del territorio comunale, il che significa 600 alunni delle scuole elementari e 300 delle scuole dell’infanzia”.

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