sabato , 11 Settembre 2021

Borgo Berga, perché il sequestro solo di un’area?

“L’abusivismo edilizio è una piaga che va eliminata e l’operazione immobiliare di Borgo Berga è l’esempio di come le aggressioni al territorio e  l’aggiramento delle leggi interessino tutta la penisola. Per questo diamo pieno appoggio e sostegno all’attività delle associazioni come Legambiente, sia di Vicenza che regionale, come Italia nostra e come il Comitato contro gli abusi edilizi, e a tutti coloro che vogliono venga fatta chiarezza sulla questione che riguarda l’intera lottizzazione”.

Con queste parole la responsabile dell’osservatorio ambiente e legalità per Legambiente Nazionale, Laura Biffi, è intervenuta oggi, durante un incontro convocato dalle tre associazioni ambientaliste sopraccitate, per esprimere il desiderio che i provvedimenti giudiziari relativi all’area ex Cotorossi, che si sono limitati al sequestro preventivo del lotto E, vadano avanti. Il sequestro parziale, infatti, non ferma i cantieri di una lottizzazione che, le stesse carte che dispongono il provvedimento cautelare, riconoscono essere una lottizzazione abusiva. “Un reato – si legge in una nota di Legambiente – che interessa tutta la superficie di costruzione e comprende, dunque, non solo edifici in via di realizzazione, e da ancora da costruire, ma anche opere già concluse, come il Tribunale di Vicenza e un supermercato”.

A ripercorrere le ultime tappe della vicenda che interessa l’area su cui sorge quello che ormai si definisce l’ecomostro di Borgo Berga, è Paolo Crestanello, del Comitato contro gli abusi edilizi. “Un mese fa – ha spiegato – è stata presentata una istanza al procuratore per allargare il sequestro, perché, essendo stato confermato che la lottizzazione è tutta abusiva, devono essere bloccati, con il sequestro preventivo, tutti i lavori edilizi. Ad oggi, però, non si è mosso ancora nulla”.

Il principio del sequestro preventivo è che devono essere impediti l’aggravamento del reato o la commissione di altri reati. “Nel nostro caso – ha continuato Crestanello – ci sono tutti e due gli elementi, perché se proseguono i lavori, il reato viene perfezionato e se il privato lottizzante vende o affitta immobili abusivi, si consente un illecito profitto, oltre a mettere in condizioni di pericolo il compratore, che un domani potrebbe vedersi demolito l’edificio. Per evitare questo, il sequestro va esteso e ci sono casi di sequestro di immobili già in funzione. Quindi potrebbero anche sequestrare il Tribunale”. L’ampliamento del sequestro servirebbe anche ad impedire il rilascio, da parte degli uffici comunali, di una proroga delle autorizzazioni a costruire, in scadenza a novembre.

“Crediamo – ha poi aggiunto il responsabile di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro – che la Procura debba scendere in campo in maniera diretta su quello che è un problema sul versante del rischio idraulico del paesaggio, ma anche della legalità”.

Su quest’ultimo punto insiste anche la presidente della sezione di Vicenza di Italia Nostra sezione, Giovanna Dalla Pozza Peruffo. “E’ un vero e proprio schiaffo alla legalità – ha sottolineato – che l’Agenzia delle Entrate abbia fatto un contratto di affitto di alcuni locali che si trovano proprio in uno degli edifici contestati”.

Ilaria Martini

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