il Tempio Ossario di Bassano del Grappa
Il Tempio Ossario di Bassano del Grappa

Bassano, imbrattato il Tempio Ossario. Le reazioni

Doppia manifestazione ieri pomeriggio, a Bassano, su un tema di grande  attualità in questi giorni, l’omofobia. Vi sono stati due cortei, di segno opposto. Il primo, indetto dal circolo Tondelli era di adesione alla Giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebra ovunque il 17 maggio e che già prevede iniziative di vario tipo per molti giorni, programma che è ad esempio particolarmente ricco a Vicenza. L’altra manifestazione era invece una risposta del movimento di estrema destra Forza Nuova, a presidio della famiglia naturale.

Va sottolineato che il tema è di particolare attualità anche perché, proprio nei giorni scorsi, il Parlamento ha definitivamente approvato la legge sulle unioni civili, dando anche alle coppie omosessuali la possibilità di costituirsi in una famiglia con diritti riconosciuti. E’ stata così colmata una lacuna che faceva di noi l’unico Paese europeo senza una  normativa in proposito, con una conseguente violazione dei diritti delle coppie dello stesso sesso.

Un tema caldo dunque, sul quale potevano venire anche pericolosamente in contatto due manifestazioni come queste, che si tenevano nello stesso momento nella stessa città. Per fortuna non è avvenuto nulla di particolare, salvo qualche bravata, stupida e assai censurabile, fatta nella notte precedente. La più disdicevole è stata l’imbrattamento, con scritte che si definivano “antifasciste”, dei pannelli lignei illustrativi posti sulla facciata del Tempio Ossario di Bassano, il sacrario che custodisce i resti di oltre cinquemila caduti della Grande Guerra.

Contemporaneamente Forza Nuova aveva esposto uno striscione, rimosso in mattinata, sulla fiancata del Ponte degli Alpini, nel quale si invocava la difesa della famiglia naturale, e affisso sui muri bassanesi volantini con lo stesso contenuto. Naturalmente, le scritte blu sulla facciata del Tempio Ossario non hanno mancato di sollevare immediate reazioni, come quella del presidente della Regione Luca Zaia, che ha definito il gesto “infamante e offensivo verso un luogo sacro alla memoria e all’identità dei veneti” chiedendo una punizione esemplare.

“Mi auguro – ha aggiunto Zaia – che siano subito individuati, grazie alla collaborazione di tutti, i responsabili di un atto così spregevole e sconsiderato, che umilia i sentimenti di sacrale rispetto verso chi ha dato la vita per difendere la nostra terra e la libertà, e avvilisce quanti continuano oggi a impegnarsi per una società più giusta, plurale e democratica. Per chi dimostra un così profondo disprezzo verso Bassano e la sua storia, per chi non ha alcun ritegno nel violare i simboli più cari alla memoria collettiva, così come per chi usa strumentalmente i monumenti e i luoghi simbolo per amplificare la propria scomposta voce di protesta non ci potrà essere alcuna scusa né attenuante, ma solo una severa condanna e l’unanime biasimo morale che consegnerà i loro nomi al silenzio della vergogna”.

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