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Bassano, nuovo stop ai lavori sul Ponte degli Alpini

Il restauro del Ponte degli Alpini, a Bassano del Grappa, non s’ha da fare. Almeno per ora. La consegna del cantiere alla Inco di Pergine Valsugana sembrava aver scritto, sulla tormentata vicenda che interessa il manufatto bassanese, la parola “fine” (una fine che si sarebbe tradotta nell’avvio dei tanto attesi interventi di ripristino e di consolidamento), ma ieri sera si è presentato un nuovo intoppo. Il Consiglio di Stato ha infatti comunicato di aver accolto il ricorso sulla sospensiva, presentata dalla Vardanega, contraddicendo dunque la sentenza del Tar del Veneto che lo scorso aprile aveva respinto quella domanda e condannando anche il Comune di Bassano a pagare le spese (4mila euro).

Una notizia che è stata accolta con sgomento dall’amministrazione comunale, perché si traduce, per l’ambizioso progetto di restauro, in un blocco che durerà fino all’udienza di merito del Tar, prevista per il 6 luglio. In essa si dovrà stabilire se l’esclusione della Vardanega è stata o meno legittima. Ricapitolando le vicissitudini di questo caso, in febbraio i lavori erano stati affidati alla Inco srl di Pergine Valsugana, dopo che la Nico Vardanega Costruzioni, di Possagno, si era vista affidare e poi togliere l’appalto per gli interventi di restauro. Da una verifica, infatti, la commissione di gara aveva appurato che alcuni dei mezzi meccanici dichiarati come disponibili, in realtà non c’erano.

Il due marzo, allora, la Vardanega aveva chiesto (e ottenuto) la sospensiva sulla firma del contratto e aveva poi presentato un ricorso contro l’esclusione. Il 7 aprile il Tar del Veneto, nel respingere la domanda cautelare, aveva fissato, per la trattazione del merito del ricorso, l’udienza pubblica del 6 luglio. L’8 aprile, la ditta trevigiana aveva quindi presentato un’istanza cautelare al Consiglio di Stato di Roma, il quale, il 9 aprile l’aveva respinta perché non c’erano gli estremi per entrare nella tutela cautelare. L’ultimo aggiornamento, come detto, è di ieri con il Consiglio di Stato che ha sospeso il contratto fra il Comune e la Inco in attesa dell’udienza di merito del Tar del Veneto.

“L’ordinanza – ha spiegato il sindaco di Bassano, Riccardo Poletto -, sostiene che nonostante ci siano rischi per l’incolumità del monumento, due mesi di attesa, tutto sommato, non sono molti. Comunque, si dice anche che nel frattempo il Comune può mettere in atto altri interventi, come la messa in sicurezza dell’area, la predisposizione di sostegni temporanei alle strutture portanti del ponte. Nel massimo rispetto dell’ordinanza, pur facendo fatica a comprenderne le ragioni, la rispetteremo. Ciononostante non staremo a guardare, ci muoveremo e già la settimana prossima ci incontreremo per capire in che modo procedere”.

“Il provvedimento di ieri – ha poi aggiunto il vice sindaco, Roberto Campagnolo – contraddicendo una sentenza del Tar del Veneto che sembrava abbastanza chiara, dice che dobbiamo aspettare l’udienza di merito di luglio, ma non tiene conto che l’approccio a questo tipo di restauro era stato stato fatto usando una procedura speciale, prevista per beni vincolati in caso di pericolo imminente. Questa procedura ha come fine quello di accelerare i tempi di gara e, soprattutto, di evitare quello che stiamo vivendo oggi, cioè il blocco del cantiere”.

Ilaria Martini

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