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A4 Holding, Albertis compra e chiede la Valdastico Nord

“Il mercato regola il mercato. La verità è che qui c’è un nuovo socio che intendo incontrare. L’offerta apre un bell’elemento di discussione come il completamento della Valdastico Nord che diventa la condizione per la chiusura di un accordo. Noto che ancora una volta il Governo si è fatto rincorrere da un problema: un completamento che noi abbiamo sempre voluto e sostenuto, pur nel rispetto dei cugini del Trentino Alto Adige. Se è vero che questo tracciato, come lo ha definito il Governo, è un’opera strategica, sarebbe stato meglio chiudere la partita per avere un quadro più definito oggi, senza avere sulla testa la spada di Damocle di un accordo da concretizzare”.

E’ questo il commento del Presidente della Regione Veneto alla notizia che la spagnola Abertis ha acquisito il 51% di A4 Holding, subordinando però la chiusura dell’accordo al via libera del governo italiano al prolungamento dell’A31 Valdastico nord.

“Trovarsi al Cipe per dare il via libeara alla Valdastico Nord come condizione per la chiusura di un contratto da 594 milioni – aggiunge il Governatore – è una situazione complicata. Vedremo come sarà districata. Chiederò di incontrare Abertis perché il mio ruolo è quello di fare gli interessi del territorio e dei cittadini ma deve essere chiaro che siamo di fronte ad un’azienda privata, la A4 (e a un nuovo azionista privato) nella quale la Regione non è coinvolta direttamente in alcun modo. Se ti occupi di cose non tue, pur con l’unico obbiettivo di far bene, in questo difficile Paese rischi di infilarti nei guai. La cronaca insegna”.

Più in generale, Zaia sottolinea anche che “in queste situazioni c’è chi è nazionalista a prescindere e quindi contro ogni intervento straniero; chi, da cittadino del mondo, sostiene che il mercato è aperto e bisogna prenderne atto. E poi ci sono i soliti soloni – continua – che nelle interviste parlano di Veneto gigante economico ma nano politico, esortano a pensare in grande, a volare alto, a programmare, ma senza mai prendersi responsabilità. La realtà è che siamo di fronte a un’offerta che può incidere profondamente sul futuro infrastrutturale non solo del Nordest ma di tutto il Paese. Alla fine, a me interessa che il cittadino non rischi di avere fornitori di servizi troppo lontani dal territorio. Una situazione che abbiamo già vissuto in passato con alcune banche che sono passate da locali a vere e proprie multinazionali sfilacciando il rapporto con il territorio, rendendolo, alla fine, inesistente”.

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