Vinitaly, le parole in libertà di un assessore lombardo

“Il Vinitaly? E’ diventata una fiera anacronistica, sottodimensionata rispetto alle reali necessità. Direi una sagra, invece che una fiera internazionale”. A sostenerlo asarebbe un assessore regionale lombardo, almeno secondo la segnalazione che ci giunge da un consigliere regionale Veneto, ovvero da Antonio Guadagnini, del gruppo “SiamoVeneto”. Le parole di cui sopra sarebbero invece state pronunciate da Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia. E come è immaginale scatta la polemica.

“Già, il Veneto è in grado di gestire i fenomeni da osteria ironizza in proposito Guadagnin -, per valorizzare il Vinitaly, per internazionalizzarlo ci vogliono loro, i lombardi… Spero proprio che il mondo politico veneto intervenga con la necessaria durezza di fronte a questa ennesima provocazione, di fronte a un atteggiamento inqualificabile dell’assessore lombardo. Altro che solidarietà padana, qui c’è un tentativo di scippo italico”.

E il consigliere regionale Veneto non si ferma qui, e a provocazione risponde con un’altra provocazione. “Perché non portiamo nel Veneto, prima regione turistica d’Italia e una delle più importanti realtà turistiche europee il Bit, ovvero la Borsa Internazionale del Turismo. Vuoi mettere le città d’arte venete, le nostre montagne e le nostre spiagge, i nostri laghi e le nostre terme, con le nebbie di Milano e dintorni?”

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