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Vicenza, il drone “Achelous” entra nella Protezione civile

La Protezione civile berica potrà contare su un nuovo supporto tecnologico, il drone “Achelous”. Primo in Italia, infatti, il Comune di Vicenza ha ottenuto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) il riconoscimento di operatore Sapr (Sistema aeromobile a pilotaggio remoto) per finalità di protezione civile. Il personale dell’ente con abilitazione al pilotaggio potrà dunque usare il drone. Ad oggi, sono due i dipendenti del Comune ad aver ottenuto l’attestato di pilota Apr (Aeromobile a pilotaggio remoto), in seguito al corso frequentato alla scuola di volo dell’aeroporto di Thiene.

“Il drone Achelous – si legge in una nota di Palazzo Trissino – potrà essere impiegato in operazioni specializzate non critiche, disciplinate dal regolamento dei mezzi aerei a pilotaggio remoto. Si tratta di operazioni condotte con volo a vista, vale a dire con controllo visuale costante del drone da parte del pilota, e che non prevedano il sorvolo, anche in caso di avarie e malfunzionamenti, di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili”.

Passando, in breve, ad elencare gli aspetti tecnici, “Achelous” è dotato di quattro bracci, nei quali sono montati rispettivamente due motori contrapposti, uno sopra e uno sotto. Il drone è alimentato da due batterie ai polimeri di litio e ognuna è in grado di sopperire al malfunzionamento dell’altra, per un’autonomia di volo di circa quindici minuti. È inoltre dotato di una telecamera GoPro in grado di trasmettere a terra, in diretta, le immagini riprese durante il volo.

“Per poter essere riconosciuto dall’Enac, il drone è stato dotato di un sistema di terminazione del volo che lavora su una frequenza diversa dal radiocomando. Questo significa che in caso di anomalia grave dell’aeromobile, il pilota può azionare questo dispositivo che toglie l’alimentazione ai motori facendolo precipitare, al fine di evitare che, volando fuori controllo, cada in un centro abitato o, comunque, dove ci sono persone. In ogni caso, il drone è dotato di misure di sicurezza automatiche e ridondanti, proprio per evitare incidenti. In caso di batterie quasi scariche, ad esempio, torna autonomamente al punto di atterraggio, e lo stesso vale anche in caso di perdita del collegamento radio con il pilota”.

Le operazioni consentite, di giorno, vanno fino ad un’altezza massima di 150 metri e fino ad una distanza sul piano orizzontale di 500 metri dal pilota. Devono essere condotte ad una distanza orizzontale di sicurezza di almeno 150 metri dalle aree congestionate e ad almeno 50 metri dalle persone che non siano sotto il diretto controllo dell’operatore.

“Solo altri due Comuni in Italia – ha precisato l’assessore alla sicurezza, Dario Rotondi -. hanno ottenuto questo riconoscimento dall’Enac, ma per attività di polizia locale e non in ambito di protezione civile. La normativa, al momento, pone stringenti limiti circa le modalità di utilizzo dei droni, e Vicenza potrà rappresentare un punto di riferimento per le innovative applicazioni di questi strumenti nell’ambito delle emergenze e per ricognizioni del territorio con finalità di prevenzione”.

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