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Tav Vicenza, una soluzione di buon senso

Dopo l’immane spreco di tempo dedicato ad innumerevoli incontri e dopo tante risorse spese per sostenere ed illustrare uno studio di fattibilità che, a mio modesto parere, rasenta il demenziale (studio che, guarda caso, è stato votato favorevolmente da quasi tutto il Consiglio comunale), arriva la notizia che Reti ferroviarie italiane (Rfi) ha proposto il salvataggio ed il potenziamento della stazione di viale Roma. La cosa, ovviamente, mi fa molto piacere perché è la tesi che ho sempre sostenuto a gran voce sin dal primo momento. Tutto a posto? Magari, questo fatto è forse solo l’inizio per arrivare ad una soluzione razionale, lampante e lineare della questione.

Negli anni ’90 ero macchinista delle Ferrovie dello Stato e, mentre ero alla guida di una locomotiva di un treno che percorreva la tratta Venezia-Verona, due tecnici ferroviari mi chiesero ospitalità in cabina per visionare, il tracciato della futura linea “Alta velocità” con il sussidio di computer. Da Venezia a Padova i lavori erano già iniziati e, regolarmente, sul video apparivano i tratti già eseguiti e quelli solo progettati. Da Padova e fino a dopo la stazione di Grisignano la linea alta velocità era tracciata sulla destra rispetto al senso di marcia, poi, circa un chilometro dopo la stazione, si vedeva questa linea che attraversava quella storica e si inoltrava in aperta campagna.

Nessun altro rilievo fino a qualche chilometro prima della stazione di Montebello, dove la linea riappariva e ritornava ad affiancarsi a quella storica sul lato sinistro, sempre rispetto al senso di marcia, fino a Verona. Chiesi ai colleghi indicazioni su quel tratto mancante e mi fu risposto che, in quel tratto, il tracciato sarebbe diventato praticamente una linea retta, da Grisignano a Montebello, con galleria sotto ai Colli Berici.

Ora invito i tecnici Rfi, dopo aver riproposto a ragione la stazione attuale, di riprendere in mano quel progetto, l’unico con un minimo di caratteristiche di alta velocità, che risparmierebbe il massacro della nostra bella città, eviterebbe ulteriore immane spreco di denaro in altri fantomatici progetti, salverebbe una miriade di case e fabbriche e sarebbe l’unico progetto che permetterebbe a qualche treno veloce di fermare a Vicenza, tramite due interconnessioni già progettate in corrispondenza dei luoghi dove linea storica e linea alta velocità prima si staccano e poi si riavvicinano.

Buon senso, a differenza di quello dimostrato da un Consiglio comunale che, ad occhi bendati, ha votato qualcosa di cui non sapeva niente, oppure, e questo sarebbe ancora peggio, un qualcosa che è stato imposto. Ad ognuno il suo lavoro che, su opere ferroviarie, è di esclusiva competenza di tecnici specializzati in ingegneria ferroviaria e non di consiglieri improvvisati.

Luigi Damian

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