Tav a Vicenza

Tav a Vicenza, servizio o strategia commerciale di Rfi?

Fa sempre più discutere a Vicenza la questione di quale soluzione scegliere per il passaggio dell’Alta velocità ferroviaria dalla città. In particolare si ripropone la contrapposizione tra coloro che ritengono sbagliato il progetto, imponente, di realizzare due nuove stazioni, una in Fiera e l’altra nella zona del Tribunale, e gli altri che invece la pensano in modo opposto e ritengono che si debba mantenere l’attuale stazione ferroviaria, naturalmente con i dovuti adeguamenti e la ottimizzazione della viabilità stradale. A fare la differenza ci sono dieci anni, contro cinque, di cantieri in città e quasi un miliardo di euro.

Insomma, sventrare Vicenza per un decennio spendendo 1,8 miliardi oppure decidere per un lavoro molto più leggero, da farsi in cinque anni con ottocento milioni? Sul dilemma, è di oggi la presa di posizione del gruppo “Fare”, il cui punto di riferimento è il sindaco di Verona  Flavio Tosi, ed il cui coordinatore provinciale, Carlo Rigon, esprime perplessità sulle valutazioni di Reti ferroviarie italiane (Rfi) che in qualche modo suggeriscono come strada da percorre il mantenimento della sola stazione di Viale Roma. In realtà Rigon si rammarica soprattutto per la bocciatura senza appello, da parte di Rfi, di una terza ipotesi, quella cioè che stralciava la costruzione di una nuova stazione, per il traffico locale e merci, nella zona Tribunale, ma manteneva quella di Viale Roma come secondaria e locale, affiancata ad una stazione Tav principale in Fiera.

“Lo sforzo progettuale e propulsivo delle categorie economiche – scrive Rigon in una nota – ed il lungo dibattito promosso nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Vicenza crediamo avrebbero meritato da parte di Rfi maggiore rispetto. Questo perchè riteniamo che l’ipotesi che prevede la nuova stazione in zona fiera e l’utilizzo di quella attuale in viale Roma al servizio del centro storico del capoluogo nell’ambito della rete Sfmr rappresenti la soluzione più convincente perchè posiziona la fermata Av/Ac in uno snodo infrastrutturale che ne assicura una facile accessibilità da tutto il territorio della provincia senza la necessità di realizzare significative infrastrutture complementari, risultando quindi appetibile per un bacino di utenza assolutamente significativo e contenendo gli investimenti per la sua accessibilità”.

“Vedere liquidata da Rfi questa ipotesi in due righe in quanto non risulta in linea con le politiche commerciali di Rete ferroviaria italiana pone il quesito se il passaggio a Vicenza dell’alta velocità sia una scelta a servizio del territorio o solo delle strategie commerciali di Rfi. Nel primo caso auspichiamo che sindaci e categorie economiche facciano valere le istanze del territorio nelle sedi competenti affinchè il vicentino possa godere di una infrastruttura strategica; ma se a prevalere fosse la logica di RFI, allora non si parli più di infrastruttura per Vicenza ma di servitù che Vicenza concede, e che quindi va adeguatamente compensata. In questo secondo scenario però, che non auspichiamo, ci si conceda la provocazione che tanto valeva far passare la linea nel tracciato originariamente previsto a sud dei Berici”.

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