Il business dei profughi nel libro di Mario Giordano

«Veder gente che di sabato pomeriggio rinuncia all’aperitivo e allo shopping» afferma il giornalista Mario Giordano durante l’incontro che si è tenuto sabato 16 aprile presso la sala consiliare del Comune di Rosà «per parlare di cultura è una cosa meravigliosa». In occasione della Settimana della cultura, il giornalista è arrivato in municipio per presentare il suo ultimo libro-inchiesta dal titolo “Profugopoli. Quelli che si riempiono le tasche con il business degli immigrati”, un testo che secondo l’autore farebbe venire «mal di pancia» a chiunque e che andrebbe abbinato a una «scatola di Maalox».

«In un mondo in cui la comunicazione si fa sempre più veloce e punta solo al “succo” delle notizie» spiega Giordano «sono convinto che scrivere libri abbia ancora valore perché la parola scritta consente di andare a fondo, di approfondire. In “Profugopoli” sono raccolte molte situazioni che ho denunciato da un anno a questa parte durante la striscia quotidiana che conduco su Rete4 alle 20.30, ma una denuncia senza la spiegazione di quello che sta dietro non evita il ripetersi di vicende simili. C’è sempre un motivo dietro, le cose non capitano per caso».

Secondo Giordano, è proprio la situazione di «emergenza continua» che permette a tanti di «aggirare le leggi e guadagnare in modo indegno». Il disagio profondo che il nostro Paese sta vivendo per l’arrivo di ondate di profughi non accennerà a smettere, negli ultimi cinque giorni sono giunte almeno seimila persone, con un aumento del 50% nel corso degli ultimi mesi. Centinaia di migliaia di persone, almeno 250 mila, sono previste in futuro, un’ondata addirittura peggiore dell’anno scorso che decreterà in tutte le Regioni una situazione di emergenza che spingerà i prefetti ad agire tempestivamente e con minore controllo.

«È importante segnalare quelle persone che si nascondono dietro allo schermo della bontà e dell’accoglienza per truffare e ingannare, noi ci immaginiamo che tendano la mano all’altro, ma in realtà lo fanno per afferrare più soldi». La capacità di indignarsi di fronte ai truffatori che si celano dietro al nome nobile della solidarietà non deve essere persa, per salvaguardare l’immagine di coloro che invece all’accoglienza si dedicano con il cuore.

C’è infatti chi, in tempo di crisi economica, ha messo in piedi vere e proprie industrie sulla disperazione altrui: rispetto al 95% delle aziende italiane che fattura meno di 2 milioni di euro l’anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in 12 mesi hanno aumentato il fatturato del 178%. L’incontro con l’autore, organizzato in collaborazione con la Biblioteca di Rosà e la libreria di Palazzo Roberti, ha visto come interlocutore Andrea Maroso che ha lasciato ampio spazio al dibattito e alle domande da parte del pubblico.

Camilla Bottin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità