Referendum trivelle, attesa vana. Il Tar respinge…

Mercoledì 13 aprile – ore 21 – Il buon senso sembra davvero non abitare in Italia. Il Tar del Lazio ha infatti respinto il ricorso del Codacons, appoggiato anche dalla Regione Veneto, nel quale si chiedeva lo spostamento della celebrazione del referendum sulle trivelle, dal 17 aprile ad un Election day, in giugno, nel quale sarebbe stato accorpato con le previste elezioni amministrative.

Avremmo risparmiato almeno 300 milioni di euro, ci sarebbe stato abbastanza tempo per informare i cittadini su ogni aspetto della questione oggetto della consultazione elettorale, sarebbe stato più comodo per tutti, elettori, scrutatori, impiegati, funzionari, tecnici… Insomma, sarebbe stata una scelta di buon senso.

Altrove forse, non in Italia purtroppo, che come è noto non è ancora un paese “normale” (il copyright, come si ricorderà, è di Massimo D’Alema). “Evidentemente il Tar non ha avuto abbastanza coraggio – ha commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Questa decisione è il via libera definitivo all’affossamento del referendum, che farà felice il premier Renzi e la lobby del petrolio che vuole mettere le mani sui nostri mari”.

Il Codacons ha annunciato che farà immediato ricorso al Consiglio di Stato. Vedremo cosa succederà, ma pare improbabile ormai una svolta clamorosa, a pochi giorni ormai dalla data fissata. Domenica 17 aprile (si vota su un solo giorno) avremo dunque la possibilità (bontà loro) di esprimerci su questo delicato ed importante tema.

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