Popolare di Vicenza, Futuro 150: “Crisi devastante”

“I veri effetti della crisi della Banca Popolare di Vicenza non si sono ancora visti, ma possono minare alla base il tessuto imprenditoriale, economico e sociale vicentino”. E’ la preoccupata conclusione a cui è giunta l’associazione Futuro 150, che raccoglie soci e azionisti della BpVi e che ha creato una task force scientifica per “valutare il vero impatto della crisi della banca sull’economia vicentina e per fornire dati ed elementi di argomentazione ai nostri parlamentari. E’ fondamentale infatti rendere palese al governo che si tratta di una crisi che non si può superare da soli: non si può pensare ancora una volta che il Veneto ce la faccia da solo”.

Ed è anche per questo che, nei giorni scorsi, il presidente dell’associazione, Silvio Fortuna, con altri rappresentanti, ha incontrato i deputati vicentini Federico Ginato e Daniela Sbrollini. “Abbiamo voluto evidenziare con forza e apprensione – ha poi commentato Fortuna – gli effetti devastanti sotto il profilo economico e sociale che incombono sull’economia locale per effetto della crisi della nostra banca: da un lato, le imprese che dovranno portare a perdita il valore delle azioni e che in alcuni casi sono a rischio di fallimento; dall’altro, le famiglie che hanno fatto affrancamento, anticipando le imposte su plusvalenze che non ci sono, e che hanno visto volatilizzare i loro risparmi”.

“Nel corso dell’incontro – ha sottolineato il presidente di Futuro 150 – abbiamo anche rinnovato la richiesta di un’interpellanza parlamentare sul rafforzamento dei tribunali di Vicenza e Venezia, per far fronte alle numerose cause che sono state avviate. In conclusione, abbiamo convenuto che l’unica possibilità per tenere ancorata la banca al territorio è quella di un patto parasociale che possa legare l’azionariato locale al futuro della banca”.

“I nostri soci – ha concluso Fortuna – hanno reagito positivamente alla proposta e ci hanno dato mandato di procedere alle verifiche necessarie e alla definizione dei contenuti operativi entro la fine del mese di aprile. E’ l’unica possibilità per incidere ancora sulle strategie future della banca e quindi sulla possibilità che essa eserciti ancora un ruolo di sistema per il futuro del territorio”.

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