mercoledì , 15 Settembre 2021

Vicenza propone “Play for Giulio Regeni”

“Play for Giulio Regeni”. Si terranno domenica 10 aprile, a Vicenza, una serie di iniziative per chiedere chiarezza sul giovane ucciso al Cairo e ritrovato morto in un fosso a Giza, nella periferia della capitale egiziana, il 4 febbraio scorso. Con il patrocinio del Comune di Vicenza, è in programma un evento con musica e parole dal titolo “Play for Giulio”, organizzato dalle associazioni Amnesty International Italia, sezione Veneto-Trentino Alto Adige, Anpi Vicenza, Lavoratori in Corso aps, Migrantes Vicenza e Non dalla guerra.

A partire dalle 15, si esibiranno in centro artisti e musicisti di strada, testimoniando in musica l’importanza del rispetto dei diritti umani e della libertà. Vi saranno, tra gli altri, i Gypsy Thief, Nicolò Apòlloni, Collettivo Orkestrada Circus e una jam session promossa in collaborazione con il Bocciodromo Jazz Club. L’evento principale sarà alle 17, in piazza dei Signori, quando nella Loggia del Capitaniato, il gruppo musicale Piccola Bottega di Baltazar accompagnerà con strumenti la lettura di alcuni brani.

La manifestazione si concluderà con la consegna al vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci dello striscione con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, che verrà esposto sul balcone della Loggia del Capitaniato. “Non possiamo per nessuna ragione abbassare la soglia dell’attenzione pubblica su questa storia. È importante che anche la nostra città faccia sentire la sua voce – sono le parole di Giacomo Possamai, consigliere comunale delegato alle politiche giovanili del Comune di Vicenza -. Non c’è ragion di Stato né relazione internazionale che tenga: un ragazzo che, come tanti di noi, era all’estero per studiare e lavorare è stato torturato e ucciso. Il minimo che possiamo pretendere è la verità su quanto è accaduto”.

“Organizziamo una manifestazione musicale attorno a questa vicenda – così Mario Avesani, coordinatore di Play for Giulio – perché quando le persone scendono in piazza per una giusta causa e si trasformano in società, quel momento va celebrato con della musica”. “Quello che è successo a Giulio non è un caso isolato – aggiunge Nicola dalla Pasqua, responsabile Amnesty International Italia, sezione Veneto-Trentino Alto Adige -. Dai dati di Amnesty International, nel 2015 ci sono state 464 sparizioni forzate e 676 casi di tortura, da agosto 2015 533 casi di sparizioni forzate, di cui di 396 non si sa più nulla. La ‘legge sulle proteste’, entrata in vigore nel novembre 2013, autorizza le autorità ad arrestare e processare dimostranti pacifici a loro piacimento. In carcere vi sono leader di movimenti giovanili, difensori dei diritti umani e anche bambini. Si può essere imprigionati pure per lo slogan che porti sulla maglietta. È nostro dovere, quindi, continuare a chiedere una verità accertata e riconosciuta in modo indipendente. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce affinché la famiglia e le persone che gli vogliono bene abbiano giustizia”.

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