Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, la Cgil: “Controlli sanitari e ripristino”

“La Cgil guarda con preoccupazione crescente, per l’ambiente e per la salute, al problema dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) immesse nel sistema idrico e nella catena alimentare di tanti comuni veneti e del vicentino. Non sono più tollerabili ritardi ingiustificati e pericolosi per la salute dei cittadini e dei lavoratori, che rischiano di accentuare la gravità della situazione: si continuano infatti a consumare alimenti di produzione agricola e origine animale senza che la loro qualità sia certificata come priva di rischi per la salute umana, si continua a immettere acqua con la presenza di Pfas negli acquedotti”.

E’ la chiara presa di posizione della Cgil del Veneto e di Vicenza sulla spinosa questione delle sostanze Pfas nella nostra acqua, un problema che si trascina ormai da tempo, del quale si parla tanto ma l’impressione è che si faccia ben poco per fronteggiarlo. Tanto che anche il sindacato sente la necessità di intervenire, evidentemente per dare una sveglia a chi di dovere. La Cgil dunque avanza alcune proposte: mettere a disposizione tutti i dati sinora raccolti, disporre tutte le indagini necessarie per raccogliere gli elementi ancora insufficienti o mancanti; potenziare la sorveglianza sanitaria con una specifica ricerca epidemiologica approfondita e diffusa nei territori coinvolti.

La Cgil raccomanda anche che si assuma, da parte di tutti i soggetti politici, istituzionali e sanitari responsabili, “il principio di precauzione, a partire dagli interventi urgenti sull’erogazione dell’acqua e sugli alimenti prodotti nelle zone interessate. Si solleciti inoltre il Parlamento – continua il sindacato – affinché vi sia una rapida definizione legislativa di soglie vincolanti per la presenza e concentrazione di Pfas nelle falde acquifere, nei terreni e negli alimenti, assumendo i criteri più restrittivi già adottati da altri Paesi”. Dovrebbe anche essere elaborato un programma di bonifica e risanamento strutturale dei siti produttivi, dell’ambiente, del territorio con tempi e risorse certi.

“Nello stesso consiglio regionale veneto straordinario del 22 marzo – ricorda concludendo la Cgil – è stata approvata all’unanimità una mozione che impegna la giunta regionale ad adottare provvedimenti conseguenti a tali priorità. Adesso servono interventi tempestivi e coerenti, serve trasparenza e coinvolgimento delle comunità coinvolte. Come Cgil riteniamo che una maggiore prevenzione e sicurezza, il rafforzamento dei sistemi di filtraggio e depurazione, l’adozione del principio di precauzione nell’utilizzo delle sostanze e nella salvaguardia dell’ambiente e del territorio, i processi di risanamento e riconversione, siano le condizioni indispensabili per garantire la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori e per un modello economico-produttivo innovativo, sostenibile e di qualità”.

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