Marano, tra referendum e logiche di partito

Polemica politica, a pochi giorni dal referendum sulle trivelle, a Marano Vicentino. E’ il gruppo consiliare “Noi di Marano”, di opposizione, a protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale di rimuovere, per manutenzione straordinaria, le bacheche per le affissioni dei partiti politici e dei gruppi consiliari poste sul retro della chiesa parrocchiale, in Pizza Silva, proprio pochi giorni prima, appunto, del voto referendario.

“Mesi fa – scrive in gruppo consiliare in una caustica nota – il sindaco aveva annunciato che le bacheche comunali sarebbero state oggetto di manutenzione, ma non aveva indicato i tempi nei quali questo sarebbe stato fatto. Aveva oltretutto affermato che le bacheche dei partiti e dei gruppi del Consiglio comunale non sarebbero state spostate, cosa prevista invece per quelle delle associazioni e dei gruppi sportivi”.

“La rimozione – continuano i consiglieri comunali – è avvenuta nei primi giorni di questa settimana ed è stata comunicata soltanto con una telefonata dell’Ufficio relazioni con il pubblico. Peccato che questa telefonata sia giunta a rimozione già avvenuta, dopo che alcuni movimenti politici (Lega Nord in primis) avevano già affisso dei documenti che invitavano la cittadinanza a recarsi a votare al Referendum del 17 aprile, scegliendo il sì per tutelare il nostro territorio e per metterlo al riparo dai pericoli delle attività di estrazione petrolifera. Riteniamo sospetta la decisione dell’amministrazione. E’ noto infatti che il Partito Democratico, a livello nazionale, si è espresso per il non voto, nonostante gli scandali che hanno scosso il governo e che riguardano gli appetitosi affari legati all’estrazione petrolifera”.

“Evidentemente – si legge in chiusura della nota – la locale sezione del Pd, che ha espresso il sindaco di Marano, ha trovato una modo subdolo per obbedire ai diktat del paron Renzi, limitando in questo modo la sensibilizzazione dei cittadini sulle importanti tematiche ambientali oggetto del referendum. Una cosa strana, considerando la forte vocazione ambientalista da sempre ostentata dal gruppo politico Marano Bene Comune, ormai da quattro anni in amministrazione. Ci chiediamo quale possa essere il pensiero dell’ala ambientalista dell’attuale maggioranza consiliare, che certamente si recherà al voto la prossima domenica scegliendo il sì”.

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