Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

M5S: “Zaia contro le trivelle? Solo quelle non decise da lui”

Dal senatore Enrico Cappelletti, del Movimento 5 Stelle, riceviamo e pubblichiamo 

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La campagna referendaria No Triv del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sembra essere l’ennesimo elogio dell’ipocrisia e della logica del “predica bene e razzola male”. Perché mentre si prodiga ad annunciare che voterà sì al referendum del 17 aprile, e che entro un mese la giunta regionale del Veneto varerà un disegno di legge che prevede il «consumo zero» di suolo sul territorio, i fatti ci dicono ben altro. La giunta Zaia tra il 2013 ed il 2014 ha autorizzato la società Apennine Energy (sussidiaria della ditta inglese Sound Oil), a perforare il territorio veneto alla ricerca di idrocarburi.

Con delibera n. 210 del 26 febbraio 2013, pubblicata nel Bur n. 24 del 12 marzo 2013, la Giunta Regionale ha espresso la propria autorizzazione alla perforazione del pozzo denominato “Sant’Andrea 1 dir” nel Comune di Nervesa della Battaglia (Treviso). Nella successiva delibera n. 2257 del 27 novembre 2014, pubblicata nel Bur n. 118 del 12 dicembre 2014, la Regione Veneto, dopo aver dato atto che il pozzo di cui alla precedente autorizzazione “è stato perforato con esito positivo, risultando mineralizzato a gas in più livelli”, ha autorizzato la stessa società, alla perforazione del pozzo “Cascina Daga 1 dir”, nello stesso comune. Il pozzo ha raggiunto i 1300 metri di profondità.

Le delibere sono forse state approvate all’insaputa del presidente? Verrebbe persino da pensare che Zaia non sia ben informato sui rischi ambientali connessi alle trivelle sulla terraferma, che non sono affatto inferiori rispetto a quelli connessi alle trivelle nell’Adriatico, legittimate dal contestato decreto “Sblocca Italia”. Forse che il presidente della Regione non è a conoscenza del terremoto verificatosi nella stessa zona nel periodo immediatamente successivo alla trivellazione e della possibile correlazione tra lo stoccaggio sotterraneo di gas e una sismicità indotta?

Forse che Zaia, quando al Vinitality ride e scherza con l’amico del Pd Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, sul cavatappi come unica trivella che funziona, non è a conoscenza dei danni al territorio che le trivelle da lui autorizzate potrebbero causare? E’ lo stesso Zaia che subito dopo il via libera della Consulta al referendum sulle trivelle si è dichiarato soddisfatto e con un preciso obiettivo, “quello di impedire le trivellazioni nei nostri territori e nel nostro mare”. Ma l’obiettivo di Zaia è realmente quello di impedire le perforazioni sul territorio veneto o è quello di opporsi alle trivelle solo quando a trivellare non l’abbia deciso lui stesso?

Senatore Enrico Cappelletti

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