Breaking News
Il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci e il regista Aleksandr Sokurov al Teatro Olimpico

Vicenza, il regista Sokurov al Teatro Olimpico

Leone d’oro a Venezia nel 2011 con il film “Faust” e ora a Vicenza per preparare la sua prima regia teatrale. Aleksandr Sokurov è in questi giorni in città per progettare lo spettacolo che sarà presentato in prima mondiale assoluta in occasione del 69° ciclo di spettacoli classici del Teatro Olimpico in programma a settembre/ottobre 2016. Il regista è stato accolto questa mattina proprio nel luogo dove metterà in scena la sua opera, il Teatro Olimpico, dal vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci.

“La visione che abbiamo voluto costruire in questi anni è quella di un Olimpico che si apre a un incrocio di linguaggi e di generi – così Bulgarini d’Elci -. Riflettendo sul classico e sull’idea di classicità che incarna, ma al contempo realizzando un esperimento inedito nella sua storia quasi cinquecentenaria: convocare al cospetto del più antico teatro coperto del mondo alcune delle voci più geniali e visionarie della ricerca artistica contemporanea mondiale e spingerle a sfidarlo. Sokurov è il primo di questi nomi, e siamo elettrizzati all’idea di cosa il suo genio potrà partorire dall’incontro con l’Olimpico”.

“Il Teatro Olimpico è stupefacente – ha osservato Aleksandr Sokurov -, un luogo dinamico che esprime una magia con la quale mi troverò a dialogare nel mio lavoro. Non esiste la cultura al passato, l’arte ci guida verso il futuro e ne rappresenta l’anticipazione”.
Nello spettacolo che Sokurov realizzerà per l’Olimpico, la teatralità del suo cinema avrà il suo compimento: i linguaggi di cinema, teatro, letteratura e arti figurative si esprimeranno insieme, non in un incontro statico, bensì in un reciproco, infinito rincorrersi.

“Non poteva esserci artista più emblematico di Aleksandr Sokurov per aprire questo ciclo di Conversazioni al Teatro Olimpico – ha sottolineato il curatore artistico, Franco Laera -: il grande regista russo ha dedicato due suoi lavori cinematografici imponenti all’Ermitage, “Arca Russa”, e al Louvre, “Francofonia”, ed ora, alla sua prima prova con il teatro di prosa, si appresta a incontrare il monumento più importante del teatro rinascimentale. Siamo orgogliosi e riteniamo un grande privilegio la sua collaborazione”.

Aleksandr Sokurov, amico di Andrej Tarkovskij, del quale è artisticamente considerato l’erede, nelle sue pluripremiate opere cinematografiche, come “Moloch”, “Toro”, “Il Sole” e “Faust”, non ha mai scelto una chiave di lettura univoca, privilegiando piuttosto un’analisi composita derivante da un’inquietudine di pensiero che richiama i suoi studi di storia e filosofia all’Università di Gor’kij. La visionarietà e l’apparente impianto onirico, in realtà molto legati alla storia, prendono l’immagine, e la sua “oceanica” intermittenza con la parola, come paradigma visivo quasi astratto delle situazioni proposte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *