La sede nazionale di Confindustria, a Roma - Foto Blackcat (CC BY-SA 3.0)
La sede nazionale di Confindustria, a Roma - Foto Blackcat (CC BY-SA 3.0)

Due veneti ai vertici di Confindustria nazionale

L’assessore al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, esprime soddisfazione per la nomina di due veneti, Alberto Baban e Giulio Pedrollo, alla vicepresidenza nazionale di Confindustria. “Da veneta – scrive l’assessore nel messaggio di congratulazioni inviato ai due imprenditori – trovo significativo che su nove consiglieri nazionali il presidente designato, Vincenzo Boccia, abbia voluto due veneti nella propria squadra, ed alla guida della Piccola Industria e della Politica Industriale. Abbiamo bisogno di riconoscere la peculiarità imprenditoriale italiana, che poggia sulla piccola industria e sul manifatturiero che sa parlare di mondo”.

Nel manifestare apprezzamento per il ruolo che i due industriali veneti hanno saputo svolgere anche come “animatori della vita associativa”, l’assessore regionale auspica che la loro presenza nella squadra di governo di Confindustria nazionale, nel quadriennio 2016-2020, sia anche occasione e stimolo per superare la tentazione all’isolamento che “talvolta ha limitato la progettualità e la capacità di azione del sistema imprenditoriale” regionale e per “raccontare un Veneto che sa vincere le sfide della trasformazione economica e sociale e che si candida a guidare la ripresa industriale della Nazione”.

Anche il presidente di Confindustria Veneto, Roberto Zuccato, ha espresso soddisfazione per le nomine dei due imprenditori veneti, estendendo il suo plauso anche a quella dell’altoatesino Stefano Pan, in una ideale convergenza dell’intero nord est. “Desidero rivolgere – ha sottolineato Zuccato – l’augurio di buon lavoro alla nuova squadra del presidente designato di Confindustria. È composta da figure competenti, dove il nord est è ben rappresentato da Alberto Baban, Giulio Pedrollo e Stefano Pan. Sono certo che la squadra saprà rappresentare gli interessi di tutta l’associazione, non trascurando ma anzi valorizzando le diversità e specificità dei nostri territori”.

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