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Scuola, nuovi indirizzi anche green in Veneto

Donazzan: “Alla scuola una funzione educativa”

“Chiedo un incontro ai questori del Veneto per ragionare insieme ai dirigenti scolastici sulla presenza e sul ruolo delle forze dell’ordine nella scuola. Qualche giorno fa un preside mi ha segnalato la presenza di spaccio a scuola, riferendomi che aveva chiesto aiuto alla polizia perché intervenisse con i cani anti droga, anche a fini preventivi. La risposta dell’ispettore di polizia è stata che le forze dell’ordine hanno avuto indicazioni dall’alto di non entrare nelle scuole, perché il loro ruolo non deve essere invasivo. Credo sia necessario un ragionamento ad ampio spettro, sereno ma costruttivo, perché la scuola non può essere una zona franca, ma è un luogo di formazione e di condivisione di regole e di cultura”.

Sono parole dell’assessore all’istruzione e alla formazione della Regione Veneto, Elena Donazzan, che ribadisce la necessità di mettere al centro della missione della scuola la valenza educativa. “Alla luce dei dati dell’ultimo rapporto sui giovani condotto dalla Fondazione Toniolo – ha continuato – e di recenti fatti di cronaca, non possiamo rimanere indifferenti e silenti se uno studente su cinque a scuola è testimone di atti di bullismo, se uno su otto assiste a consumo e spaccio di droga in ambienti scolastici da parte di coetanei e se quasi uno su quattro ha assistito ad atti di prevaricazione tra gli alunni, e in alcuni casi, purtroppo anche da parte di docenti e dirigenti”.

“I dati che emergono dalla ricerca condotta su 9 mila giovani sono inquietanti. La scuola è la fotografia della nostra società, anzi ne anticipa tendenze e fenomeni sociali. Ecco perché intendo chiamare a raccolta i responsabili della scuola, perché questo ambiente di vita e di crescita delle nuove generazioni recuperi la sua valenza educativa, in dialogo con genitori e famiglie”.

“Le forze dell’ordine, con la loro esperienza e i loro esperti in prevenzione e sicurezza in rete, i servizi territoriali per le dipendenze, gli psicologi e gli psicoterapeuti dell’infanzia e dell’adolescenza sono interlocutori indispensabili per aiutare docenti e genitori nel delicato lavoro di formazione, educazione  alle relazioni, all’affettività, al rispetto di sé e alla convivenza civica”.

“La Regione – ha poi concluso – non intende lasciare soli gli insegnanti nell’affrontare queste problematiche difficili e complesse né ignorare che la scuola ha bisogno del sostegno e della collaborazione di genitori responsabili e consapevoli. Per questo faccio appello a tutte le agenzie educative del territorio, in primis le forze dell’ordine che con la loro presenza e la loro testimonianza, possono contribuire a dare serenità e senso di protezione ai ragazzi e al lavoro degli educatori”.

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