Delitto di Grisignano, la Regione risponde alle critiche

“L’efferata uccisione della mamma di Grisignano di Zocco, accoltellata per gelosia dal suo ex fidanzato, rinnova dolore, rabbia e indignazione per l’ennesima assurda violenza di genere. Ma ancor più assurde e incomprensibili appaiono, in questo momento, le polemiche strumentali su presunti tagli alle risorse stanziate per la rete dei centri antiviolenza in Veneto”. Sono le parole con cui commenta il delitto di ieri l’assessore al sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, che è anche coordinatrice del rinnovato tavolo antiviolenza insediato due mesi fa a palazzo Balbi. All’amministrazione regionale è stata infatti mossa l’accusa di aver decurtato i fondi per le donne vittime di violenza.

“Nel 2014 – ha ricordato l’assessore – sono stati erogati oltre un milione di euro di fondi pubblici, tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello. E nel 2015, grazie alla manovra di assestamento di bilancio, mi sono spesa personalmente, anche con i rappresentanti delle opposizioni, per reperire una cifra analoga per gli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Quest’anno la giunta regionale ha ampliato la rete dei centri antiviolenza in Veneto, portando il numero delle strutture da 36 a 41. Dall’entrata in vigore della legge contro la violenza sulle donne, cioè da fine 2013, sono oltre 120 le donne accolte, spesso con i loro figli, in appartamenti protetti, case rifugio, e con percorsi di accompagnamento”.

“La Regione Veneto – ha poi concluso l’assessore – è, e intende restare, in prima fila nel contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e nel promuovere una rete di centri e strutture che a supporto e accoglienza delle vittime e ai loro figli. Per il biennio 2016-2017 questa amministrazione ha infatti confermato l’impegno finanziario di 800 mila euro per sostenere le spese dei centri. E restiamo in attesa del finanziamento che lo Stato ha promesso al Veneto per dare continuità alle iniziative di accoglienza e protezione attivati nelle nostre sette province venete”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *