Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana. Era il 27 dicembre 1947
Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana (1947)

25 aprile, il PD: “Non retorica, ma migliorare l’Italia”

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul 25 aprile, Festa della liberazione dal nazifascismo, della segreteria del Partito Democratico di Vicenza.

*****

Il Partito Democratico di Vicenza commemora il 25 aprile, festa della Liberazione e festa unitaria. E’ il giorno in cui ricordiamo la patria finalmente libera, rinata dopo il ventennio fascista e la vittoria sul nazifascismo. Celebriamo la Resistenza che vide forze diverse per orientamento politico che si trovarono unite nel comune obiettivo di riconquistare la libertà, l’indipendenza e riscattare la dignità della patria ferita dalla dittatura e dall’occupazione straniera.

Essa non fu solo un insieme di eventi bellici ma fu anche un periodo nel quale vi fu un grande confronto, una discussione politica e culturale che era nata anche prima della Resistenza. Dalla Resistenza e dalla Liberazione è nata la nostra Costituzione considerata fra le migliori e che costituisce, soprattutto nella sua prima parte, un autentico monumento di sapienza giuridica, una delle più complete ed avanzate.

E’ una Costituzione dinamica, aperta che spinge tutti noi a farci responsabili della sua progressiva attuazione e che, per essere fedele a se stessa, ci chiama a trasformazioni. La festa che celebriamo deve essere vissuta fuori dai formalismi e dalla retorica sul suo significato fondamentale. Nella pesante situazione economica, il riferimento deve essere quello del primo articolo secondo cui l’Italia è una Repubblica “fondata sul lavoro”, perché è con il lavoro che ogni persona diventa parte attiva della società e tale si sente. Tornano alla mente le parole di Norberto Bobbio secondo cui “l’Italia non è diventata quel paese moralmente migliore che avevamo sognato”.

A fronte dell’enorme corruzione viene da dire che non era questo il mondo che coloro che hanno partecipato alla guerra di Liberazione e i padri costituenti volevano consegnare ai loro nipoti. Di fronte ai massacri perpetrati dal fanatismo islamico dobbiamo essere in permanente battaglia per il rispetto della persona umana ricordando che dal 1939 al 1945, sei milioni di uomini sono morti nelle torture perché erano ebrei.

Va affermata la solidarietà e il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo quanto dispone l’art. 10 della nostra Costituzione. Va sostenuta la pretesa della verità per la tortura e la morte di Giulio. Come ha ricordato Angela Merkel: “Noi dobbiamo lottare decisi e determinati contro ogni forma di antisemitismo, razzismo ed estremismo di destra. Per noi è dovere sapere e ricordare quanto accadde: il ricordo e la memoria devono essere tramandati di generazione in generazione”.

Affermare la dignità di uomini liberi contro le dittature, le violenze, le guerre. Questo volevano i partigiani che hanno combattuto per ridare dignità, indipendenza e libertà all’Italia e il cui sacrificio siamo nuovamente a ricordare. Quindi il 25 aprile non è mera celebrazione di ricordi, è invece assunzione di impegni, di responsabilità.

Segreteria Partito Democratico di Vicenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità