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Vigile aggredito a Bassano, Zaia: più mezzi alla sicurezza

Non sono purtroppo infrequenti, nella nostra provincia, gli episodi di intemperanze ed anche violenza sugli autobus. Tempo fa il problema fu più volte oggetto delle cronache a Vicenza, dove si verificarono casi di violenza, per lo più a opera di giovani balordi, ai danni dei conducenti e dei controllori di mezzi pubblici. La stessa cosa è successa ieri a Bassano del Grappa, dove un giovane algerino prima ha avuto una reazione aggressiva nei confronti dell’autista di un autobus e poi ha colpito un agente della polizia locale, per caso sul mezzo pubblico e fuori servizio, che era intervenuto cercando di calmarlo.

Lo ha colpito al volto con violenza e sembra che l’agente corra il rischio di perdere la vista dall’occhio sinistro. E’ stato operato e si spera per il meglio, ma la prognosi è ancora riservata. Il ragazzo, naturalmente è stato arrestato, ma il fatto è purtroppo benzina sul fuoco delle polemiche sulla sicurezza. Ed in questi casi non mancano gli interventi anche autorevoli, come quello del presidente della Regione Luca Zaia.

“Il primo pensiero – ha scritto oggi Zaia in una nota a commento dell’episodio -, va al coraggioso agente della polizia locale bassanese, al quale auguro di poter guarire e superare questo difficile momento. Ma il sentimento che prevale di fronte a una situazione come quella verificatasi a Bassano, purtroppo tutt’altro che episodica in un Paese come il nostro, dove sono più tutelati i delinquenti che le brave persone, è quello di profonda indignazione: non è più sopportabile che la violenza e l’inciviltà condizionino così pesantemente le nostre vite”.

“Questa vicenda – prosegue il presidente veneto – mette in netta evidenza l’inadeguatezza dello Stato, delle sue leggi e della sua organizzazione in materia di salvaguardia dei cittadini. Basti pensare che la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale risale al 1986 ed è evidentemente obsoleta e inadeguata. Dopo trent’anni le condizioni sociali e di sicurezza urbana, le esigenze di controllo e i pericoli per la comunità sono notevolmente mutati, ma nulla è stato fatto per riportarsi al passo con i tempi”.

“Come i fatti di cronaca ci raccontano quotidianamente – conclude Zaia –, il lavoro di chi opera nella polizia locale non è sempre meno rischioso di quello degli addetti degli altri organi di Polizia. Anzi, proprio per le scelte assurde dei governi centrali che hanno progressivamente depauperato i Corpi di Polizia e l’Arma dei Carabinieri, sia in termini di uomini che di mezzi, i vigili urbani sono chiamati sempre più spesso a intervenire sul fronte dell’ordine pubblico. E cosa ha fatto, per esempio, il governo Monti nel 2011: ha pensato bene di escludere dal riconoscimento della causa di servizio per infortuni sul lavoro gli appartenenti alla Polizia locale. Queste professionalità vanno incentivate, difese e non penalizzate come oggi fa lo Stato italiano, perché la sicurezza è un bisogno primario dei cittadini”.

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