Breaking News
La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Vicenza, a chi serve davvero la tangenziale Dal Molin?

“Se la tangenziale di Vicenza serve alla base americana all’ex Dal Molin, riteniamo che il governo debba porre esplicitamente la pregiudiziale di infrastruttura stradale per necessità militari. In caso contrario, se il sindaco Variati ritene invece che possa servire anche ai vicentini, lo invitiamo a confronti con i comitati di cittadini a partire da studi del traffico tanto istituzionali quanto veritieri, valutando con e non contro i propri amministrati, i benefici e i malefici (esternalità negative) di questa infrastruttura”.

E’ questo in buona sostanza il punto di vista dei molti comitati che da tempo, e in questo periodo in particolare, seguono l’iter della tangenziale Dal Molin di Vicenza, vale a dire qulla sorta di anello intorno alla città a completamento del servizio già dato dalla tangenziale sud già estistente. L’infrastruttura, come si ricorderà, doveva essere costruita come una sorta di risarcimento per la città di Vicenza, per così dire costretta ad accettare la presenza al suo interno della grande base americana nell’area dell’ex aeroporto Dal Molin.

E adesso i comitati si chiedono: che risarcimento è se quanto si progetta di fare servirà soprattutto alla base americana? I comitati vicentini di cui parliamo sono i Cristiani per la pace, Civiltà del Verde, Comitato Bretella Biron, Comitato Pomari, ai quali bisogna aggiungere Legambiente. Nei giorni scorsi i loro rappresentanti, con loro anche il senatore del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti, hanno incontrato a Roma, presso la sede dell’Anas, per discutere di questi temi, il responsabile per i rapporti con il parlamento di Anas Spa Giorgio Fabio Altamura al quale hanno illustrato “le tante irregolarità – si legge in una nota dei comitati – che sono state costantemente segnalate dai comitati ad Anas e che fino ad ora non hanno non hanno trovato riscontro”.

“In particolare – ha spiegato il portavoce dei comitati Giovanni Marangoni – abbiamo evidenziato l’assenza del progetto preliminare e definitivo dell’intera tangenziale che, allo stato attuale di progettazione, terminerebbe con una rotatoria di 60 metri di diametro alla Lobia, per di più in un area a forte rischio idraulico. Mentre è certo che entrerà al Dal Molin, non è ancora chiaro quanto serva veramente ai vicentini”. Altamura, da parte sua, ha fatto avere ai comitati un Dvd contenente tutta la documentazione progettuale relativa allo studio del traffico, compresa la banca dati dei rilievi, materiale corposo che richiederà tempo per essere studiato.

“Lo studio del traffico – ha infatti aggiunto Marangoni – rappresenta il fondamento sul quale va dimensionata l’infrastruttura stradale: su questo Anas ha un unico documento di progetto che, per di più, riguarda la sola verifica di funzionalità delle nuove configurazioni degli svincoli. Questo documento non può quindi sorreggere il progetto dell’intera infrastruttura”.

“Inoltre – continua Marangoni – con i documenti che Anas ci ha recentemente consegnato abbiamo ora la certezza di quello che tanti comitati e associazioni vicentine sostengono da anni e cioè che i 45 elaborati che costituiscono lo studio del traffico ceduto da Autostrade Brescia-Padova, inizialmente al valore di un milione di euro e lievitati senza motivo a oltre 1,6 milioni, sono diversi per numero di pagine e per contenuto da quelli sottoposti nel 2012 alla validazione. Per di più, come si legge nelle relazioni Siciv, gli elaborati ricevuti inerenti lo studio del traffico non sono firmati dai progettisti’”.

“Il combinato di queste due osservazioni – conclude Marangoni – rende l’intero impianto del progetto insostenibile e sorprende, anche se non ci stupisce visto il contesto da Mose e Dama Nera, che proprio nessuno dei moltissimi attori istituzionali coinvolti se ne sia finora accorto”. I comitati infine riferiscono che, nell’incontro di Roma, Altamura li avrebbe anche messi al corrente del fatto che Anas avrebbe ricevuto, in questi anni, forti pressioni a livello locale per accelerare l’iter, senza però specificare da parte di chi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *