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Teatro, Teresa Mannino al Comunale di Vicenza

Nuovo appuntamento con il cabaret, nell’ambito degli spettacoli fuori abbonamento del Teatro Comunale di Vicenza. E’ per martedì 8 marzo, alle 21, quando sarà in scena Teresa Mannino con il suo spettacolo “Sono nata il ventitrè”, del quale la brillante protagonista ha curato anche il testo, con Giovanna Donini, e firmato la regia. La data dell’8 marzo a Vicenza è l’unica e ultima tappa veneta del tour, che si concluderà in Sicilia il 20 marzo prossimo. “Sono nata il ventitrè”, nella sua tournée che dura ormai da più di un anno, ha avuto ovunque un notevole successo, registrando il tutto esaurito nelle oltre 140 tappe. Anche a Vicenza i biglietti sono esauriti, disponibili solo in caso di rinuncia dei possessori.

Nello spettacolo, in cui Teresa Mannino, è da sola in scena per 90 minuti, l’attrice parla di sé e della sua infanzia, del rapporto tra uomini e donne, di tradimenti e di grandi amori, di infanzia e ricordi, passando da citazioni colte ad aneddoti di vita quotidiana, nel suo stile insieme alto e popolare che tanto ha conquistato il pubblico, grazie alla comicità sagace e alla simpatia travolgente che la caratterizza. In “Sono nata il ventitrè”, la Mannino inizia raccontando la sua storia, partendo dall’infanzia difficile in una Sicilia contaminata in modo inesorabile dalla mafia. Ma nel suo racconto non entra mai nel tragico, perché lei ama far ridere e quello della risata rimane il tono dell’intero spettacolo, seppure tra le righe non manchino riflessioni, se non aspre almeno perplesse, sulla famiglia attuale

Parlando del suo spettacolo, la Mannino, nota anche per le sue numerose partecipazioni televisive in veste di conduttrice e cabarettista, spiega di voler raccontare al mio pubblico la sua vita, com’era, come è cresciuta e come è cambiato il mondo intorno a lei. Un viaggio nella sua infanzia, tra i piccoli e grandi traumi di allora, che magari poi si sono rivelati formativi. “Sono diventata quella che sono – dice – passando attraverso momenti difficili che mi hanno fatto crescere”.

Così, passando attraverso il racconto della sua infanzia trascorsa nell’ambiente protettivo ma anche adulto e forte della sua Sicilia, dei rapporti genitori e figli, o quello dei mitici anni ’70, l’attrice racconta la sua versione, nel suo modo personalissimo, dei mutamenti avvenuti in questi ultimi anni. “Ecco, voglio raccontarvi i miei traumi – dice tra il serio ed il faceto -. Ad esempio che ero la terza figlia e, quando toccava a me fare il bagno, l’acqua non c’era più. Un classico. E poi voglio parlare dei calciatori di ieri e di oggi e del rapporto genitori figli”.

“La mia forza e determinazione – continua – derivano dalla mia famiglia, dai miei genitori che mi hanno amata incondizionatamente. Ero una ribelle ma loro mi hanno sostenuta anche quando non ho seguito le orme familiari, come ad esempio nei miei studi universitari”. Oggi che da figlia è diventata madre, Teresa Mannino individua nel rapporto genitori figli un cambiamento critico per cui siamo diventati iperprotettivi a scapito di bambini che crescono impacciati ed insicuri.

“Siamo genitori talmente preoccupati di tutelare i figli dai pericoli quotidiani – ricorda – che non curiamo la società nella quale dovranno crescere”. Fra i traumi della vita non poteva mancare quello del tradimento. La letteratura classica è piena di eroi ed eroine infedeli. Ma le donne che tradiscono non vengono mai perdonate e di solito muoiono, mentre gli uomini traditori non muoiono mai, semmai sono le amanti a fare una brutta fine. Così la protagonista prenderà in prestito la figura dell’eroe classico, quella di Ulisse e, alla luce dei tormenti di Penelope, rivelerà il suo potenziale di antieroe di tutti i tempi.

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