lunedì , 14 Giugno 2021
Giulia Lazzarini
Giulia Lazzarini

Bassano, il manicomio prima e dopo Basaglia a teatro

Prosegue la stagione teatrale di Bassano del Grappa, intitolata “Il teatro ti rapisce” e promossa dall’assessorato alla promozione del territorio e della cultura, in collaborazione con il Teatro stabile del Veneto. Protagonista della serata di mercoledì 9 marzo sara Giulia Lazzarini, con lo spettacolo “Muri, prima e dopo Basaglia”, al Teatro Remondini, alle 21. Giulia Lazzarini è una delle protagoniste della cultura e dello spettacolo italiano del ‘900, premiata nell’ultimo anno sia nel cinema, con il David di Donatello per la sua interpretazione in “Mia madre”, di Nanni Moretti, che in teatro dato che ha vinto la Maschera del Teatro come miglior monologo proprio per l’alto esempio di teatro civile che proporrà anche a Bassano.

. , che ricostruisce con sensibilità e vigore la testimonianza di Mariuccia Giacomini, infermiera all’Ospedale psichiatrico provinciale di Trieste dove, a partire dal 1971, Franco Basaglia avvia la sua straordinaria rivoluzione che propone un diverso possibile dialogo tra “normalità” e “follia”. Mariuccia Giacomini entra giovanissima, come infermiera, nell’ospedale psichiatrico triestino. Nel 1971 Basaglia ne diventa direttore, ed è la svolta. Camicie di forza, docce fredde, psicofarmaci, elettroshock, lobotomia cedono il posto alla vita, alla possibilità di esprimersi e di partecipare a laboratori di pittura e di arte e persino a una cooperativa di lavoro.

I muri sono quelli che cadono, sprigionando le identità dei tanti ricoverati nella struttura. Mariuccia racconta il mondo che cambia, la riconquista della dignità e la sua stessa trasformazione in trenta anni di assistenza ai malati, attraverso l’eccezionale esperienza che fa di Trieste un faro per l’intero Paese. Mariuccia è la voce della storia, quella della conquista civile e sociale portata dalla legge Basaglia. Quella di pagine belle di cui andare fieri, ma che rischiano di essere inghiottite da una nuova indifferenza. Renato Sarti ricostruisce, con sensibilità e vigore, la testimonianza di un diverso possibile dialogo tra normalità e follia, e la affida alla melodiosa parlata triestina, che la voce di Giulia Lazzarini fa vibrare in onde cariche di intimità ed emozione.

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