Tav Vicenza, ecco le ipotesi rimaste sul tappeto

“Vicenza ha già perduto il suo aeroporto. La città non può ora permettersi di perdere anche l’Alta velocità/Alta capacità ferroviaria e rimanere fuori dalle grandi direttrici dei collegamenti nazionali e internazionali”. Sono le parole con cui il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha aperto questa mattina la sua presentazione alla stampa dell’analisi comparativa tra le varie soluzioni per il passaggio della Tav da Vicenza, elaborata da Italferr per conto di Reti ferroviarie italiane (Rfi). Le ipotesi rimaste in campo per il nodo dell’alta velocità berica sono tre, sebbene possano essere alla fine ridotte a due, data la sostanziale affinità tra la seconda e la terza ipotesi.

Se poi vogliamo dirla tutta ci pare proprio che alla fine la strada più percorribile sia soprattutto una, ovvero quella che passa dal mantenimento dell’attuale stazione di Viale Roma come stazione principale, affiancata da una semplice fermata in zona Fiera. Quantomeno, questo, perché il progetto prevede una spesa assai più modesta e tempi di realizzazione molto più rapidi rispetto all’altra soluzione in campo, vale a dire due nuove stazioni, una in Fiera e l’altra a Borgo Berga.

Ma andiamo con ordine e vediamo le varie ipotesi nel dettaglio. Cominciamo con il dire che è stata messa da parte l’idea, (sarebbe stata la quarta ipotesi) di realizzare una stazione principale in Fiera affiancandole quella attuale, in viale Roma, dedicata al trasporto locale. Rfi ha detto che non è fattibile, poiché un gestore segue una politica commerciale che considera sempre principale una stazione in zona centrale. Tre a questo punto, come dicevamo, sono rimasti gli scenari ipotizzati e sui quali è stata fatta l’analisi comparativa.

Il primo è quello noto, discusso e approvato in Consiglio comunale, che prevede la dismissione della attuale stazione di viale Roma e la costruzione ex novo di una stazione principale per la Tav in zona Fiera e di un’altra secondaria, per il trasporto locale, o metropolitano, in zona tribunale, a Borgo Berga. E’ il primo scenario rimasto sul tappeto, ma pare anche quello più problematico, anche perché, come ha sottolineato lo stesso Variati, i costi previsti sono aumentati. Ci vorrebbero infatti 1,9 miliardi di euro e quasi un decennio di cantieri in città, se tutto andasse bene, per completare i lavori.

Le ipotesi due e tre si presentano invece assai più percorribili, oltre che quasi uguali. Entrambe prevedono il mantenimento della stazione principale, destinata anche alla Tav, in Viale Roma. Ad essa si affiancherebbe una viabilità stradale assai perfezionata di collegamento sia con l’area di Vicenza est che con la parte ovest della città, in particolare con la zona Fiera dove, secondo la terza ipotesi, si dovrebbe anche realizzare quella che viene definita una “fermata”, vale a dire una struttura leggera, dove i treni possono fermarsi a servizio dell’utenza ma senza stazionamento. Costo di questa soluzione intorno agli 800 milioni di euro e realizzabile in meno di sei anni.

Queste le coordinate principali. Scendendo più nel dettaglio, è bene sottolineare alcuni aspetti, messi in evidenza anche dal sindaco. Innanzitutto, ha tenuto a precisare Variati, quale che sia la soluzione scelta, l’80% dei treni ad alta velocità farebbero la fermata di Vicenza. Questo perché, pur essendo la nostra città posta geograficamente tra due fermate Tav importanti, Verona e Padova, e ad entrambe molto vicina, non verrebbe ad essere vanificata l’alta velocità visto che i treni veloci di ultima generazione sono capaci di una accelerazione iniziale molto più rapida rispetto al passato.

Resterebbe da parlare delle opere aggiuntive, soprattutto quelle di viabilità stradale, per le quali sono comunque utili le mappe che pubblichiamo sopra. Segnaliamo inoltre la presenza di tutti i documenti necessari ad approfondire i vari aspetti su questa pagina del sito del Comune di Vicenza. Due parole invece, per concludere, a proposito delle opere collaterali di carattere idraulico.  Ebbene, lo scenario uno, quello cioè della stazione principale in Fiera e di una ausiliaria a Borgo Berga, prevedeva la realizzazione di un tunnel idraulico che avrebbe messo in sicurezza anche il centro cittadino dalle esondazioni del fiume Retrone (da quelle del Bacchiglione Vicenza è già protetta dal bacino di Caldogno).

La scelta dell’ipotesi alternativa invece, ovvero, quella con il mantenimento della stazione in Viale Roma, prevede opere idrauliche che si limiterebbero a tenere all’asciutto solo un’area circoscritta della città, senza garanzie per il centro storico. Un problema? Considerando che questa soluzione fa risparmiare oltre un miliardo di euro e cinque anni di sventramento della città, certamente no. A qualcosa si penserà.

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