Breaking News
Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti
Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, un caso di salute pubblica nazionale?

L’inquinamento da Pfas che sta interessando tre province venete è ormai un problema fuori controllo che può avere investito tutto il territorio nazionale attraverso la commercializzazione di alimenti contaminati quali uova e pesci provenienti da allevamenti delle zone contaminate. A dichiararlo è il direttore della Sezione veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Veneto, Giorgio Cester, nel verbale della Commissione tecnica regionale sui Pfas del 13 gennaio scorso. Nello stesso verbale il dirigente del Settore promozione e sviluppo igiene e sanità pubblica della Regione, Francesca Russo, conferma che una parte della popolazione veneta è stata ed è esposta ai Pfas. Ricorda che la dimensione del problema è molto rilevante, e la priorità è la protezione e la riduzione dell’esposizione anche senza limiti di riferimento.

Questa è dunque la situazione odierna, una situazione che Legambiente ed il Coordinamento acqua libera dai Pfas avevano già denunciato con l’esposto presentato nell’ottobre del 2014 alle procure di Vicenza e Verona, in cui si ipotizzava il reato del disastro ambientale e che ha dato origine alle azioni di verifica e controllo. Ma Legambiente ed il Coordinamento non si sono fermati alla denuncia.

“Chiederemo alla Regione Veneto – scrivono in una nota congiunta – di avviare immediatamente uno screening epidemiologico su tutta la popolazione veneta interessata, uno studio, affidato ad esperti indipendenti, visto la totale confusione che sembra trasparire a livello di tecnici Regionali. Inoltre esigiamo venga promossa un’indagine sugli alimenti adeguata, e che i dati vengano immediatamente resi pubblici al fine di preservare la salute dei cittadini delle zone interessate e di tutto il territorio nazionale. Infine chiediamo che le fonti di approvvigionamento idrico per gli acquedotti pubblici vengano sostituite con fonti non inquinate e che i Ministeri competenti impongano limiti legislativi ai pfas presenti in falda, limiti improntati al principio di precauzione ed equiparati alle norme più restrittive attualmente vigenti al mondo e, se necessario, che venga dichiarato lo stato di calamità ambientale per le zone colpite”.

“Le nostre richieste dovranno essere accolte ed avviate rapidamente – concludono Legambiente e Coordinamento acqua libera da Pfas – perché i cittadini vanno informati ed attivati per porre rimedio ad un problema gravissimo, e la politica regionale e peggio ancora gli organi competenti nella difesa della salute, non possono continuare a non comprenderne la gravità”. Le due associazioni, il 16 febbraio scorso, hanno anche promosso due petizioni con raccolta firme per la sostituzione delle fonti inquinate e per la determinazione dei limiti ministeriali sulla presenza dei Pfas nelle acque di falda , le due petizioni sono state inviate a tutti i comuni interessati dall’inquinamento affinché anche tali enti si facessero promotori delle iniziative.

Infine, stigmatizzano il comportamento di alcuni amministratori locali e provinciali che prima avevano negato il problema e ora si ergono a paladini del territorio e dei cittadini inquinati. “A questi amministratori, fulminati sulla via di Damasco – aggiungono Legambiente e il Coordinamento -, chiediamo di riconoscere a Vincenzo Cordiano, che ha lanciato l’allarme sui Pfas, la validità di quanto ha sempre divulgato e sostenuto sul tema, e ribadiamo la richiesta di essere ascoltati ed invitati ai tavoli di discussione ufficiali, per l’avvio di soluzioni concrete che risolvano quello che si annuncia essere un disastro ambientale di enormi proporzioni, con riflessi pericolosi per le nostre economie territoriali”.

“Chiederemo un incontro urgente agli Assessori Coletto e Bottaccin – aggiunge Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – perché non c’è tempo per giocare a fare gli struzzi quando c’è in ballo la salute dei cittadini veneti, l’ambiente e l’economia, e fino ad oggi in troppi hanno nascosto la testa sotto la sabbia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *