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Da sinistra: Grazia Chisin, Marina Bergamin, Giuseppe Zigliotto, Lorenza Leonardi
Da sinistra: Grazia Chisin, Marina Bergamin, Giuseppe Zigliotto, Lorenza Leonardi

Molestie sul lavoro, intesa tra Confindustria e sindacati

Cresce l’attenzione sul problema delle molestie e delle violenze nei luoghi di lavoro, e lo dimostra anche un accordo, siglato oggi tra Confindustria Vicenza e i sindacati provinciali Cgil, Cisl e Uil. Il documento sottoscritto oggi recepisce un accordo quadro europeo ed a firmarlo sono stati il presidente degli industriali vicentini, Giuseppe Zigliotto, il segretario generale provinciale della Cgil, Marina Bergamin, il segretario confederale della Cisl Lorenza Leonardi e il segretario generale provinciale Uil Grazia Chisin.

Nell’intesa, Confindustria e sindacati ribadiscono alcuni princìpi di base inviolabili. “Ogni atto o comportamento – si legge in una nota di Confindustria Vicenza – che si configuri come molestie o violenza nei luoghi di lavoro è inaccettabile, ed è quindi riconosciuto il principio che la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere violata da atti o comportamenti che configurano molestie o violenza. I comportamenti molesti o la violenza subiti nel luogo di lavoro vanno denunciati e le lavoratrici, i lavoratori e le imprese hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza”.

Lo scopo principale dell’accordo, si spiega, è quello “di aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro e fornire un quadro di azione concrete per individuare, prevenire e gestire problemi di questo tipo”. Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sono chiamate ora a dare “ampia diffusione dell’accordo tra gli associati e i lavoratori, a promuovere la stipula di protocolli aziendali sul tema, iniziative di informazione e formazione nelle aziende e nelle strutture sindacali, ad avviare un monitoraggio del fenomeno sulla cui base valutare eventuali interventi sulle istituzioni a favore delle strutture destinate a contrastare i fenomeni di violenze e molestie”.

“Abbiamo ritenuto opportuno – ha osservato Giuseppe Zigliotto – mettere nero su bianco, con questo documento, alcuni princìpi fondamentali che riguardano prima di tutto la dignità della persona e il suo pieno rispetto. In azienda, e in generale in qualsiasi luogo di lavoro, tutti sono chiamati a garantire che questi princìpi vengano osservati. L’intesa può anche costituire una maggiore tutela per le aziende nel caso di lavoratori che dovessero utilizzare il mobbing per propri fini strumentali”.

“Una lavoratrice su dieci, in Veneto – ha invece ricordato Marina Bergamin -, si trova esposta a una qualche forma di molestia o ricatto nel luogo di lavoro. Sono soprattutto le più giovani, con buona scolarità o in cerca di lavoro, a essere vittime del fenomeno, ma non mancano neanche gli uomini. Raramente chi subisce molestie o violenze sessuali sul lavoro ne parla con qualcuno, la maggior parte si chiude nel silenzio. Va detto anche che quando si ribellano, le vittime vedono esiti sfavorevoli: cambio di lavoro, trasferimento, licenziamento. Solo nell’1,2% dei casi è stato allontanato il colpevole e solo nello 0,8% dei casi c’è stata una vera e propria denuncia. Eppure molestie e violenze causano danni gravi a chi le subisce, di ordine fisico e psicologico”.

“Anche il clima aziendale e la produttività ne risultano compromessi – ha aggiunto Lorenza Leonardi -. E’ per questo, come sulla sicurezza sul lavoro, che bisogna agire su ambo i fronti: quello sindacale e quello aziendale, affrontando intanto il tema dal punto di vista culturale. Per questo, anche solo dire che ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza nei luoghi di lavoro è inaccettabile, è importante. Come sindacato dobbiamo promuovere e sostenere azioni volte a prevenire il disagio lavorativo, contrastare l’insorgenza e la diffusione di fenomeni di molestie sessuali, mobbing, stress psicosociale e comportamenti scorretti o discriminatori”.

“E’ nostra intenzione – ha poi concluso Grazia Chisin – dare una formazione specifica alle nostre strutture (tutte: dai delegati, ai funzionari, ai nostri uffici legali) affinché riconoscano e prendano in carico nel giusto modo le problematiche poste dalle vittime. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve coinvolgere chi fa contrattazione, ma anche psicologi, psicoterapeuti, avvocati, medici poiché molte sono le conseguenze quando si subiscono atti di questa natura. Con ciò crediamo di avere onorato questo 8 marzo, che dedichiamo a tutte le donne vicentine”.

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