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Dal Molin, finita la bonifica si progetta il Parco della pace

Si sta concludendo, a Vicenza, l’intervento di bonifica bellica dell’ex aeroporto civile Dal Molin, iniziato nel luglio 2013, che permetterà di trasformarlo nel Parco della pace. Con l’operazione “Livellum”, del Secondo Reggimento genio guastatori alpini dell’Esercito italiano, infatti, si sta smantellando il barricamento eretto per il despolettamento della bomba del secondo conflitto mondiale, denominata “Old lady” e per altre operazioni seguite dagli artificieri.

Per completare la bonifica dell’area, che occupa una superficie di 637 mila metri quadrati, mancano poco meno di 13 mila metri quadrati di terreno. I lavori dovrebbero terminare entro la fine di marzo. E, concluse le operazioni di bonifica bellica ed ambientale, il Comune diventerà proprietario dell’area, sulla quale, per ora, ha una concessione cinquantennale. Nel complesso, le operazioni, iniziate il primo luglio 2013, sono costate finora un milione e 230 mila euro, finanziati nell’ambito degli undici milioni e 500 mila euro stanziati dallo Stato per realizzare il parco, ed hanno portato al rinvenimento di 641 ordigni bellici inesplosi. Tra questi, anche la bomba di 1814 kg, di fabbricazione inglese, “Old lady”, per la cui messa in sicurezza, durante il “bomba day” del 25 aprile 2014, sono stati evacuati circa 27 mila vicentini.

Tornando al presente, l’operazione “Livellum” si sta occupando, come detto, di smantellare l’installazione eretta nell’ex aeroporto Dal Molin, una piramide alta 7 metri e larga 8, costituita da 2.800 “hesco bastion”, moduli in acciaio e geotessuto riempiti da 4.200 tonnellate di terra. Il barricamento è stato predisposto per evitare problemi alla popolazione e alle strutture esistenti, in conseguenza dell’effetto di proiezione delle schegge che un’eventuale esplosione accidentale della “Old lady” avrebbe potuto provocare.

“Fondamentale per la riuscita delle operazioni – ha ricordato il sindaco, Achille Variati – è stata la collaborazione con la ditta che si è occupata della bonifica, con il Comando forze di difesa interregionale Nord di Padova, con il Reggimento genio guastatori alpini, senza dimenticare il coordinamento della Prefettura di Vicenza”.

“Questi anni di lavoro – ha aggiunto il prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà – ci hanno insegnato che quando le istituzioni si mettono attorno ad un tavolo ed hanno voglia di collaborare per un obiettivo comune, le cose riescono bene”.

“Per quanto riguarda il futuro – ha poi concluso l’assessore alla progettazione e alla sostenibilità urbana del Comune di Vicenza, Antonio Marco Dalla Pozza, – assieme al gruppo Pan associati, che si è aggiudicato il bando europeo per la sua progettazione, stiamo ragionando per realizzare il parco facendo attenzione a valorizzare e a riutilizzare gli elementi già presenti, come un grande vuoto in alternanza al costruito, l’acqua e i cumuli di terra lasciati dagli scavi per dissotterrare gli ordigni, così da minimizzare lo spostamento dei mezzi d’opera. L’obiettivo è quello di fare dell’area verde un’importante attrattiva offerta a chi viene da fuori, anche grazie al dialogo avviato dal tavolo della partecipazione, che sarà aperto a tutta la città e ai comuni vicini, così da recepire nuove idee. Per quanto riguarda i tempi, penso che nel 2017 il parco potrebbe essere, almeno in parte, già vivibile”.

Ilaria Martini

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