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Corte dei Conti, Zaia: “Collaborazione”

“Non intervengo a nome della difesa. La Regione è stata parte in causa nelle relazioni di oggi, ma noi non vogliamo vivere il rapporto con la Corte dei Conti come controparte perché abbiamo gli stessi obiettivi di legalità e correttezza delle procedure amministrative e contabili. Collaboriamo, vogliamo collaborare e abbiamo bisogno di collaborazione”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo ieri, a Venezia, alla cerimonia di apertura dell’Anno giudiziario della Corte dei Conti. Zaia ha preso la parola dopo la relazione del presidente della Sezione giurisdizionale per il Veneto, Guido Carlino, e l’intervento del procuratore generale Carmine Scarano, che ha affrontato, tra gli altri, alcuni temi collegati all’attività regionale, ai project financing, alle spese dei gruppi consigliari.

Sui project financing, Zaia ha tenuto a sottolineare che “non siamo di fronte a un’invenzione veneta, ma a una procedura utilizzata a livello internazionale, che in Italia si è diffusa a causa della continua diminuzione della disponibilità di fondi pubblici. Si tratta di contratti importanti – ha detto – per importi plurimilionari, che vanno approfonditi con pignoleria e ai massimi livelli tecnici e giuridici. Per questo, e non solo nei project ma in tutte le procedure di importo rilevante, vorremmo la collaborazione della Corte dei Conti”.

“Ideale sarebbe – ha aggiunto il presidente della Regione – che un magistrato della Corte fosse parte attiva, facendo consulenza e controllo al fianco della Regione in queste procedure in fase preliminare, e non solo intervenendo a cose fatte, laddove emergano situazioni di ipotetica illiceità. Se nel passato sono stati sottoscritti contratti eccessivamente onerosi è giusto che noi li possiamo ricontrattare, ma oggi questa possibilità non ci è data e occorre un intervento legislativo nazionale che invochiamo da tempo”.

Zaia ha quindi tenuto a puntualizzare che i costi per la realizzazione della superstrada Pedemontana Veneta, uno dei project financing più criticati, “sono sì aumentati, ma non per qualche cosa di poco chiaro: semplicemente perché, a fronte di un progetto nato tutto sul piano campagna, per venire incontro alle richieste dei sindaci del territorio, si è arrivati a un’opera al 70% in trincea, con costi inevitabilmente più elevati. E comunque non la vuole solo la Regione, ma tutti i territori interessati, quindi i lavori vanno avanti, saranno finiti e l’arteria entrerà in attività”.

“Per quanto riguarda le contestazioni avanzate dalla Corte in sede di giudizio di parificazione del bilancio della Regione – ha concluso Zaia – abbiamo fatto le nostre controdeduzioni nella corretta dialettica che in questi casi si impone, ma è bene non dimenticare che si è trattato di rilievi puramente tecnici. Porcherie non ce ne sono”.

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