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BpVi, Cgil, Cisl e Uil: “Salvare la banca sia la priorità”

Scendono in campo anche i sindacati sulla questione della Banca Popolare di Vicenza e sul cruciale appuntamento con l’assemblea dei soci del 5 marzo. Lo fanno lanciando un appello proprio ai soci della Banca Popolare di Vicenza che, dicono Cgil, Cisl e Uil, dovranno assumersi delle importanti responsabilità, sul futuro non solo della banca, ma anche di tutto un territorio.

“Questa Banca Popolare – scrivono i segretari provinciali di Cgil Cisl e Uil, in una nota congiunta -, che per scelte governative, come la riforma delle Popolari, per indirizzi penalizzanti assunti dalla Bce e per errori gestionali (starà alla magistratura appurare se vi sono responsabilità di rilevanza penale) sta attraversando una fase di crisi molto pericolosa, ha bisogno di una compagine sociale che analizzi con attenzione il recente passato e il drammatico presente, ma che soprattutto sia in grado di costruire un percorso per un futuro pieno di incognite”.

“Cgil, Cisl e Uil vicentine – continuano Bergamin, Refosco e Chisin -, che stanno operando quotidianamente e concretamente per la tutela dei risparmiatori e dei lavoratori della Banca Popolare, sono convinte che in questo momento la priorità sia di salvare la Banca, e di evitare commissariamenti o spezzettamenti, perseguendo un percorso di risanamento e la condivisione di un forte piano industriale. C’è la piena consapevolezza che se non si raggiungono alcuni obiettivi che il management si è posto (trasformazione in Spa, aumento del capitale, quotazione in Borsa) è alto il rischio di perdere tutto. E questo territorio, già penalizzato fortemente dalla crisi degli ultimi sette anni, non può proprio permetterselo”.

I sindacati vicentini concludono facendo appello “alla responsabilità di tutti gli azionisti per essere determinanti nel costruire il futuro della Banca Popolare, perché possa continuare a essere una banca del territorio, facendo tesoro degli errori fatti e costruendo una governance tale da impedire che vengano commessi una seconda volta”.

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