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Profughi al confine greco-macedone - Fonte foto: www.dirittiglobali.it
Profughi al confine greco-macedone, nel 2016 - Fonte foto: www.dirittiglobali.it

Attivisti vicentini in viaggio di solidarietà nei Balcani

Cinque attivisti del centro sociale Bocciodromo, venerdì 25 marzo, partiranno per Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove sono bloccati migliaia di rifugiati che tentano di raggiungere le loro mete in Europa, soprattutto la Germania. Il viaggio si inserisce all’interno della campagna solidale #overthefortress, di cui fanno parte centri sociali, associazioni, gruppi di tutta Italia e che vuole portare solidarietà concreta ai migranti bloccati a Idomeni. La partenza è dal porto di Ancona e il ritorno è previsto per il 29 marzo.

“Più di duecento persone – spiegano gli attivisti del Bocciodromo -, dall’Italia partiranno per un viaggio collettivo, di massa, che dia visibilità e materialità a una solidarietà di tanti e tante cittadini europei che esiste e che in questi lungi e drammatici mesi ha garantito, grazie al prezioso lavoro dei volontari indipendenti, dignità e supporto ai migranti. Porteremo con noi beni di prima necessità, vestiti, giocattoli, medicinali e tutto ciò che serve per alleviare le dure condizioni di vita che i profughi stanno subendo.

“Scegliamo di partire dal porto di Ancona – continuano – perché questo luogo è uno dei simboli delle politiche di respingimento del governo italiano: qui, infatti, decine di potenziali richiedenti di protezione internazionale, tra cui anche alcuni minori, sono stati riammessi in Grecia in maniera illegittima, senza dar loro la possibilità di formalizzare la richiesta d’asilo. Ci muoveremo quindi collettivamente e in forma pubblica perché pensiamo che, di fronte al regime dei confini e alla conseguenze che questo sistema sta provocando alle migliaia di persone che sono bloccate ad Idomeni e Atene, sia necessario estendere la sensibilizzazione e il coinvolgimento di realtà sociali e soggetti solidali, italiani ed internazionali, per denunciare insieme che questa Europa non ci rappresenta”.

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