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Rubavano oro e preziosi. Arrestati quattro albanesi

Quattro uomini, tutti cittadini albanesi, sono stati arrestati questa mattina in Lombardia, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monza, perché ritenuti responsabili di una serie di furti in abitazioni, alcuni anche in Veneto e a Vicenza. In tutti i quattro, soltanto in questo mese di febbraio, avrebbero messo a segno una decina di furti e almeno altri sei tentativi, nelle province di Padova, Varese e Vicenza.

L’arresto della banda, tra l’altro, è solo una parziale conclusione di una più vasta indagine, avviata nel 2015 ed ancora in corso, che ha portato in gennaio a quattro fermi di pregiudicati albanesi, al deferimento di una donna italiana, per favoreggiamento, e per ricettazione di un uomo di 38 anni, bergamasco, incensurato, titolare di un negozio di “Compro oro”,  trovato in possesso di quasi tre chilogrammi di oro di provenienza illecita.

I quattro arrestati di questa mattina sono il 27enne Nikolli Aldush, il 20enne Vuka Osvaldo, il 23enne Tragaqi Kristjan e il 37enne Tryci Stiljan, tutti pregiudicati a vario titolo per furto, ricettazione, possesso di arnesi atti allo scasso. Il loro modo operare era semplice ma efficace: raggiungevano gli obiettivi a bordo di una autovettura, ora sequestrata dai carabinieri e intestata a un prestanome, quindi si dividevano i compiti con due di loro che effettuavano il furto, quasi sempre di preziosi e denaro contante, mentre gli altri rimanevano uno a bordo dell’auto pronto alla fuga e l’altro a piedia fare da palo. Entravano nelle case forzando porte o finestre, spesso mettendo a segno anche più furti in uno stesso giorno.

I carabinieri hanno ricostruito tutto grazie a una scrupolosa analisi dei tabulati di traffico telefonico, riuscendo così a documentare la presenza e l’attività degli indagati. I quattro sono stati rintracciati nei pressi delle loro abitazioni e tradotti nelle carceri di Monza e Milano San Vittore. Contestualmente all’esecuzione dei fermi i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni, sequestrando  oggetti in oro di provenienza furtiva nascosti all’interno del vano airbag dell’autovettura sequestrata, sul cui conto sono già in corso accertamenti per risalire ai proprietari.

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