Arte, Cultura e Spettacoli

Montecchio, l’intervista a Lesbia di Tiziano Scarpa

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Deve saperlo bene Tiziano Scarpa, romanziere e poeta italiano che ieri sera, venerdì 26 febbraio, ha portato in scena al teatro Sant’Antonio di Montecchio Maggiore lo spettacolo “Dialogo con Lesbia. Un’intervista impossibile”. Ad affiancarlo in scena, per dare voce al testo da lui stesso scritto, Anna Zago, carismatica attrice dell’associazione culturale Theama Teatro.

Sul palco una pedana e due leggii. Ai due artisti non serve molto per catturare il pubblico. L’intensità delle loro voci quando decantano le poesie di Catullo, piccoli artifici scenici (lei che indossa la giacca di lui e celebra il poeta tanto amato e odiato; ancora lei che, ironicamente, si fa togliere le scarpe – e qui il riferimento è al cognome dello scrittore veneziano – da lui…), pochi semplici movimenti di lei, brillante e tenace, verso lui e di lui, “sfibrato” – come Tiziano stesso si definisce – e ammaliato, verso lei, bastano per riempire lo spazio e il tempo. “Era da tempo che volevo intervistare Lesbia”, così spiega il senso di questa serata Tiziano Scarpa che, in modo altalenante e in quel vortice di riverenza, imbarazzo, venerazione e fascino di fronte “quella donna”, diventa Catullo.

Si fanno salti tra presente e passato in questa intervista impossibile, arrangiata sotto forma di reading, dove molte sono le scelte brillanti, a partire da quella di riportare alla luce la prima femme fatale della letteratura. L’intervista attraversa diversi passaggi: da domande relative alla storia punteggiata da dettagli carnali tra il poeta lirico latino e la sua musa ispiratrice ad aneddoti su Catullo stesso; da Tiziano Scarpa che declama una poesia del poeta romano ad Anna Zago alias Lesbia che la traduce, parafrasandola e inserendo ulteriori note di quello che era solita sentirsi dire dal suo giovane amante.

Esce, dalla lettura di Tiziano Scarpa, che l’amore conosciuto oggi da tutti grazie a Catullo, derivi in realtà dall’esperienza che lui visse con Lesbia. La donna morì nel momento stesso in cui lui morì, perché fu allora che non potè più scrivere di lei. Alla frase “cesseremo di esistere quando smetteremo di parlare” si fa buio in sala e si chiude il sipario.

Margherita Grotto

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