Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza, “Il gatto con gli stivali” dedicato alle scuole

Sarà “Il gatto con gli stivali”, in scena martedì 2 febbraio alle 10, nella sala del Ridotto al Teatro Comunale di Vicenza, lo spettacolo di apertura della rassegna di danza per le scuole “Danzare per educare”. La rassegna, giunta al suo XV anno, si inserisce nell’ambito dei Progetti Formativi della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza “La scuola a teatro”.

“Il gatto con gli stivali”, presentato dalla Compagnia Simona Bucci e dedicato agli alunni più piccoli, dai 3 agli 8 anni, è ispirato all’omonima fiaba popolare, diventata celebre grazie alle versioni dei Fratelli Grimm e di Charles Perrault. La coreografia dello spettacolo è di Roberto Lori, le parti recitate sono curate da Fabio Bacaloni ed i costumi sono di Simona Bucci.

“Nell’originale spettacolo di danza e teatro – si legge in una nota di presentazione dell’evento – tutto ruota intorno alla figura del gatto con gli stivali, come metafora del valore dell’amicizia oltre le apparenze e del superamento delle proprie paure. Se, nella favola tradizionale, il gatto con i grandi stivali magici, si trasforma in un personaggio dal sapore guascone, furbo, audace, sfrontato e coraggioso, nella versione in scena al Ridotto, pensata per i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie, il personaggio protagonista ha tutte queste qualità ma nasconde anche una grande debolezza, la paura dei topi”.

“La vicenda dell’apparente sfortuna di un giovane che, con l’aiuto di un gatto che parla raggiungerà fortuna e appagamento, è solo la trama dello spettacolo che, più in profondità, indaga, in un modo adeguato al pubblico infantile, le varie modalità di espressione. La danza, che usa il movimento come espressione del sentire, riprende la quotidianità dei movimenti degli essere umani, movimenti che sanno sempre esprimere i sentimenti. L’arte diventa così espressione, memoria e visione della natura umana. Un messaggio importante, trasmesso in modo semplice e immediato, in grado di raggiungere anche i più piccoli, giovani spettatori, pubblico del domani.

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